L’agricoltura – elemento essenziale, per la vita e per il Paese – è nei problemi, quanto a raccolta dei prodotti di stagione.
di admin"Il ministro Bellanova continua a riaffermare l’idea di regolarizzare circa 600 mila stranieri per lavorare in agricoltura. Una proposta, che non risponde alle esigenze di stagionalità del mondo agricolo e che finirà, per aumentare l’area grigia e illegale del caporalato”. L’assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Pan, respinge, dunque, la proposta di maxi sanatoria. “Diamo, piuttosto, la possibilità a cassaintegrati, disoccupati, studenti e pensionati, che hanno voglia di impegnarsi e di vivere onestamente, di integrare i loro sussidi, prestando il loro lavoro nei campi – prosegue Pan. – Ma, per fare questo, servono i voucher, uno strumento semplificato e tracciabile, per pagare, nella legalità prestazioni occasionali, ma, non sporadiche”.– “Il ministro Bellanova s’impegn, piuttosto, con la collega Catalfo e con il Governo, nel ripristinare questo strumento semplificato di pagamento regolare, a vantaggio delle aziende agricole e della dignità dei lavoratori stagionali – continua Pan. – Senza i voucher, le imprese non assumeranno né i percettori di reddito di cittadinanza (ammesso, che chi già riceve un sussidio statale, senza fare nulla, intenda faticare, nei campi per ‘arrotondare’ l’assegno), né eventuali lavoratori stranieri, con permesso di soggiorno, che finiranno per continuare ad alimentare il lavoro nero. La difesa ostinata di rigidità burocratiche non dà speranza all’agricoltura e al lavoro onesto, soprattutt, in questo momento emergenziale”. La raccolta del prodotto agricolo – pronto, quando vuole la natura e non quando vorrebbe l’uomo – richiede interventi immediati e ad hoc, che escludano la burocrazia, che, fra l’altro, è un costo pesante, per ogni attività produttiva, e grande, paralizzante male nostrano. Il produttore non può, quindi, permettersi – dopo un anno di lavoro, per esempio – di attendere, fatto, che crea ulteriore costo, mentre la società corre il rischio della mancanza di prodotto e di prezzi maggiorati, o, addirittura, di dovere ricorrere a merce importata, con ulteriore anno alla società stessa, in questi tempi, già schiacciata da Corona virus.
Pierantonio Braggio
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