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Amia Verona, nuovo passaggio in Consiglio comunale per modifiche allo Statuto

di Matteo Scolari
Dopo la fusione del 2025, il Comune di Verona consolida il modello in house: maggiore trasparenza, selezione meritocratica e autonomia operativa. Introdotta anche la "clausola di decadenza".

Prosegue il percorso di riorganizzazione di Amia Verona S.p.A., con un nuovo e ulteriore passaggio sul fronte della governance. La Giunta comunale ha infatti licenziato la delibera che introduce le modifiche allo statuto della società, ora pronta per il voto del Consiglio comunale.

L’intervento si inserisce nel processo avviato dopo la fusione inversa tra AMIAVR e Amia Verona, conclusa nell’ottobre 2025, che ha portato la società a essere interamente controllata dal Comune (100%), rafforzando il modello “in house” nella gestione dei servizi di igiene urbana e manutenzione del verde.

Il nuovo statuto punta a consolidare il controllo pubblico e migliorare l’efficienza operativa, introducendo una serie di novità che incidono sia sulla governance sia sull’organizzazione aziendale. Tra i punti più rilevanti, l’aggiornamento dell’oggetto sociale, ora pienamente allineato al contratto di gestione dei servizi ambientali, e il rafforzamento del ruolo del Comune, che attraverso l’assemblea dei soci avrà competenza diretta sull’approvazione dei regolamenti strategici, inclusi quelli su personale, incarichi e forniture.

Un operatore Amia al lavoro.
Un operatore Amia al lavoro.

Sul fronte della governance, viene introdotta la cosiddetta “clausola di decadenza”: con l’insediamento di una nuova amministrazione comunale, gli amministratori nominati decadono automaticamente, restando in carica solo per l’ordinaria amministrazione fino alla nomina dei successori. Una misura che mira a garantire maggiore coerenza tra indirizzo politico e gestione societaria.

Particolare attenzione è riservata anche alla trasparenza e alla meritocrazia, con l’obbligo di procedure selettive pubbliche e conformi alla normativa per la nomina del direttore generale.

Allo stesso tempo, lo statuto introduce elementi di maggiore flessibilità operativa: viene eliminato il vincolo di autorizzazione assembleare per l’erogazione di servizi a soggetti diversi dal Comune, purché nel rispetto dei limiti di legge, favorendo così una gestione più agile. Il provvedimento, frutto di un’istruttoria congiunta tra uffici comunali e consiglio di amministrazione della società, non comporta oneri per il bilancio pubblico.

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