Siccità: irrigazioni ‘di soccorso’ in Veneto e nel Veronese.

di admin
Acqua a scorrimento, per i prati stabili, e getti, sui seminativi, nel Veronese, Vicentino e Veneziano. Spese, per le aziende agricole.

Un aprile, che finora, si smentisce. Non è, per nulla, un “aprìl, apriléto, ogni giorno ‘n gósséto…”! In Veneto, è allarme siccità. I tecnici dell’osservatorio di Coldiretti Veneto sollecitano le prime irrigazioni di soccorso nel Veronese, a Padova, nel Veneziano e anche in provincia di Vicenza. Un marzo – detto, un tempo, “pazzerello” – particolarmente asciutto, con nessuna previsione di pioggia, per i  prossimi giorni di aprile, impegnano gli agricoltori a bagnare i campi di mais, di frumento e di barbabietole, affinchè le piantine seminate germoglino”. Già attive, quindi, le prime irrigazioni ‘di soccorso’, in una una situazione anomala, dovuta ai cambiamenti climatici . “Dove si può intervenire, e le buone prassi agricole lo consigliano, gli imprenditori azionano le pompe, ma, purtroppo, ci sono aree, che non sono servite dal sistema consortile” – segnalano  i tecnici di Coldiretti Veneto. “L’irrigazione ha costi, che incidono non poco, sulla redditività delle aziende, già messe a dura prova, in queste settimane, dall’emergenza Coronavirus” – sottolineano gli esperti di Coldiretti Veneto. Facendo ricorso alla risorsa idrica, per salvare le coltivazioni, orticole e frutticole, gli imprenditori sostengono, infatti, spese importanti. Ad urgenze ricorrenti, si sommano, dunque nuovi problemi, che si ripercuotono negativamente sull’attività degli operatori. Di qui, quindi, si giustifica la richiesta di Coldiretti, di un “Piano Marshall”, per porre in grado le imprese del settore primario, di continuare a lavorare la terra e a produrre cibo, attività essenziali, ovviamene e comunque, da garantire e da preservare. Ripetiamo: senza agricoltura, non c’è vita…!

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