Un monumentale volume di Stefano Valdegamberi. “I nomi raccontano la storia – Badia Calavena, Comune cimbro”, Verona.
di admin
Tutto deriva dal fatto che Stefano ci ha fatto una grande sorpresa, proponendoci un librone, dai mille contenuti, da lui stesso redatto, e portante un titolo, che parla da sé: I nomi raccontano la storia – Badia Calavena, comune cimbro. Intendiamoci: in provincia di Verona… Un volume-enciclopedia della zona Tregango-Badia Calavena, nel quale – scrive, nella sua bella introduzione, l’esperto amico, Marco Pasa, non troviamo solo storia tradizionale, ma, riviviamo le tappe della difficile e dura esistenza di popolazioni in costante lotta e confronto, con un ambiente, spesso, ostile, e le tracce di personaggi e di famiglie, che hanno saputo, non solo scontrarsi, ma, anche integrare con l’ambiente ed attuare l’addomesticamento del territorio… Tutto, studiato, ricercato ed esposto – cultura cimbra compresa – con una notevole partecipazione… ed immedesimazione nelle vicende della sua terra natale, a lui sempre vicina… Il lavoro, 354 pp. in carta patinata ed in grande formato, è uscito nel 2915, per i tipi di Grafiche Corrà, Arcole, Verona, De Pietri Editore. Il contenuto: Dopo l’introduzione di M. Pasa, dal titolo: La Calavena, pagine di storia cimbra – appunti e riflessioni: Lessinia e Calavena, dall’Alto Medioevo all’epoca scaligera; La montagna cimbra e Venezia; il Cinquecento: il secolo d’oro della storia e della cultura cimbra e L’immagine italiana in Lessinia, costituiscono il volumone di Valdegamberi i seguenti particolareggiati capitoli: Il Comune di Badia Calavena – Sprea con Progno o Badia Calavena. La Calavena: il toponimo e la costituzione del feudo; La Calavena, una regione geografica; il taucias, una lingua; La questione delle decime e l’origine dei tedeschi di Calavena; Come vivevano i Cimbri di Sprea con Progno?; La frammentazionezione fondiaria e l’emigrazione cimbra; I colonelli di Sprea con Progno, ovvero, di Badia Calavena; Il colonello della Gamella; Il colonello di Progno o Sant’Andrea di Progno; Il colonello di Sprea, il colonello dell’Alpesino, il monte San Pietro. Quindi: Il territorio dell’antico Comune di Tregnago: le montagne di Tregnago – Il casale di Martino Gavattola, la Gattola; il casale del Signoretto, i Signoretti; Il casale di Amazo, gli Zamati o Damati; la val dei Gambari; la val Famaora, il Famaoro; il casale di Pellegrino dal Sasso, il Gonzo; Il Comune di Pernigo e il territorio di San Valentino. Un capitolo a sé, ancora, è riservato alle “contrade”: Le contrade Pernigo, Prè, Filippi e Taoso; Le contrade Bettola, Canovi e Valle; Le contrade Cengio, Valentini, Molini, e Mastini; Le contrade Ca’ Berni e Lucchi; Le contrade Tessari, Cieni e Antonelli; il corno: Frindi, Lovatini e Rosolini. Segue la bibliografia… Siamo davanti ad un imponente patrimonio di notizie e di dati – raccolti con passione, precisione e amore per il dettaglio – che meritano, non solo di essere letti, ma di venire inchiodati nella mente, attraverso ulteriore lettura e approfonditissimo esame, perché sono storia d’una grande parte della provincia di Verona e, pure, fonte di straordinarie notizie, e tali da chiarirci numerosi “perché?”, cui, come veronesi, non siamo mai stati in grado di dare corretta risposta.
Pierantonio Braggio
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