Occupazione in Veneto
di adminParole e numeri confortanti da Venezia ci pervengono, attraverso il comunicato N° 740 di Regione Veneto del 31 maggio 2018.
“Tra gennaio e marzo 2018 in Veneto si sono guadagnati oltre 53 mila posti di lavoro dipendente: un valore che, non solo è più alto di quello dello scorso anno, ma, che rappresenta, in relazione ai primi tre mesi dell’anno, il miglior risultato occupazionale registrato in regione dal 2009 a oggi”. Commenta così, con soddisfazione, il Presidente della Regione del Veneto, i dati occupazionali resi noti oggi dall’Osservatorio di Veneto Lavoro, attraverso il report periodico la “Bussola”. “A crescere è anche l’occupazione stabile a tempo indeterminato – prosegue il Presidente – con oltre 10.500 posti di lavoro in più; tuttavia il 60% dei nuovi posti di lavoro è a tempo determinato. Da notare, poi, che la crescita ha interessato diffusamente tutti i settori produttivi, a partire dall’industria metalmeccanica e dal turismo, tra i comparti più positivi dell’ultimo anno, ma anche l’edilizia, che dopo aver pagato, forse, il prezzo più alto alla crisi, è tornata a crescere, registrando il saldo trimestrale più elevato degli ultimi dieci anni, con 3.200 posizioni di lavoro in più, e un aumento delle assunzioni del 18%, rispetto allo stesso periodo del 2017”.
“Con un tasso di disoccupazione del 6,3% (dati Istat 2017), il Veneto si conferma, inoltre, la seconda regione italiana per livelli di disoccupazione più bassi, dietro solo al Trentino Alto Adige – sottolinea il Presidente. I disoccupati veneti sono circa 144 mila, 7 mila in meno rispetto al 2016. Tra i disoccupati, troviamo almeno 9 mila lavoratori scoraggiati, ovvero quelle persone, che dichiarano di non lavorare, ma, che sarebbero disponibili a rientrare nel mercato del lavoro, a particolari condizioni”. “Sono incoraggianti segnali di crescita – conclude il Presidente – che devono indurci a favorire ulteriormente l’accesso al lavoro di quanti, oggi, sono ancora in attesa di occupazione, favorendo la partecipazione alle politiche attive e riallineando le competenze dei lavoratori più deboli, con le effettive esigenze del mondo delle imprese, anche in risposta alle mutate caratteristiche del mercato del lavoro regionale”. Dati, quelli sopra riportati, molto confortanti, che, come dice il presidente Zaia, non solo devono trovare continuità, ma, migliorarsi ancora, anche con l’aiuto del Governo, che, nel quadro d’una veramente nuova politica per l’occupazione, deve dare vita a misure, atte a favorire l’impresa, unica vera fonte di occupazione e di positiva evoluzione dell’economia, con altrettanto positivi risvolti sociali.
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