Verona ed il mercato russo: opportunità e prospettive.

di admin
Convegno a cura di “Banca di Verona”, tenutosi presso la Camera di Commercio, Verona, il 3 luglio 2017.

Un costruttivo incontro, che ha proposto due importanti temi: l’inaugurazione della nuova sede di Banca di Verona, in Corso Porta Nuova 20 A/B, Verona, e l’export verso la Federazione Russia. Banca di Verona è istituto di credito cooperativo, con 66 anni di storia e d’esperienza, con 3600 soci-clienti e con un Tier 1 di tutto rispetto, al 23%. Ancora: Banca di Verona è istituto di mutualità e di cooperazione, legatissimo al territorio, aperto ad impieghi verso famiglie ed imprese, nonché attivo intermediario, a favore delle alle aziende veronesi, nelle le relazioni commerciali con la Federazione Russa – attraverso ICCREA – quale spazio straordinario per l’esportazione dei prodotti veronesi, info: 045 803 6726. Quanto all’export verso Mosca, noto è, purtroppo, il fatto del blocco economico, nei riguardi della Russia, il quale, dal 2014, è causa della pesante riduzione dell’export italiano e veronese, con perdite di miliardi, verso tale Paese. Un blocco, che è stato recentemente rinnovato, sino a fine 2018. Nonostante tale difficile situazione, secondo dati elaborati dalla Camera di Commercio di Verona, il 2016 si è chiuso, quanto ad export in direzione Mosca, con un + 3,4%, per un totale di 226.501.220.-€, segnando, tuttavia, un + 48,1%, nei primi tre mesi dell’anno in corso, tenendo presente che la Provincia di Verona esporta verso la Federazione Russa, con la quale si hanno legami culturali e commerciali eccellenti, macchinari, moda, marmo, mobili (la Russia è il primo mercato per il mobile veronese) ed altri prodotti, non ultimi l’agroalimentare di qualità, che, a causa del blocco, sta soffrendo moltissimo, essendo il più colpito dalle sanzioni, anche se sta facendo rilevare un aumento dell’export del 12,4%. In ripresa è anche il turismo verso il Veronese, con un + 5,8% nel 2016, ma, per tale settore, favorito dalla presenza dell’Aeroporto Catullo e da voli diretti per e da Mosca, onde incrementare arrivi e permanenze russi, è necessario un forte impulso alla diffusione d’una conoscenza dettagliata del nostro territorio, nella Federazione Russa. Quanto alla creazione d’imprese italiane in Russia, la quale molto facilita la loro costituzione, dal punto di vista, sia fiscale, che burocratico, l’Italia occupa un posizione minima, con 300 imprese, contro le 5000 tedesche e le 2500 francesi. Un fatto, certamente dovuto alla modesta entità delle imprese stesse, che, per stabilire in Russia loro attività, meglio potrebbero riuscirvi, costituendo rete. Circa le prospettive d’un’eliminazione dell’embargo, c’è da sperare in una stabilizzazione dell’attuale Amministrazione statunitense. Sono intervenuti, proponendo dati, pareri e proposte, il direttore di Banca di Verona, Valentino Trainotti; il vice segretario di Camera di Commercio, Riccardo Borghero; Paolo Arena, presidente di Confcommercio e degli Aeroporti del Garda; Maurizio Danese, presidente di Veronafiere; Enrico Duranti, direttore di Iccrea Banca Impresa; Antonio Fallico, presidente dell’Associazione Conoscere Eurasia, Verona; Roberto Giuppa, country manager Russia di Iccrea Banca Impresa, e Claudio Valente, presidente di Coldiretti, Verona.
Pierantonio Braggio

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