“La guerra non determina chi ha ragione, ma solo chi è rimasto”

di admin
Nel 1998 fece la sua comparsa nei cinema di tutto il mondo “Salvate il soldato Ryan” che si rivelò uno dei più spettacolari e drammatici film di guerra mai girati, vincendo tra i numerosi premi anche cinque oscar.

Il regista Steven Spielberg, sulla scia del successo della sua pellicola, decise di produrre con Tom Hanks (qui in veste di produttore e non di attore protagonista come nel film citato) una miniserie televisiva incentrata sulle azioni belliche della Compagnia Easy ovvero il 2º Battaglione del 506º Reggimento di Fanteria Paracadutista appartenente alla 101ª Divisione Aviotrasportata dell’esercito degli Stati Uniti. La miniserie, uscita nel 2001, si può considerare a tutti gli effetti come uno spin-off ovvero un’opera che narra storie parallele al film citato mantenendo l’ambientazione e altre varie caratteristiche. Inoltre essa segue passo per passo nel corso delle dieci puntate totali le gesta di quei soldati che tra infinite sofferenze e pressioni incessanti affrontarono dapprima l’addestramento a Camp Toccoa per poi venire paracadutati il mattino del D-day nelle retrovie nemiche per aprire la strada alle forze terrestri, dopo di che combatterono in vari scenari e nei più importanti scontri della seconda guerra mondiale come le operazioni Chicago e Market Garden, la battaglia di Carentan, l’offensiva delle Ardenne e l’assedio di Bastogne per infine giungere al “Nido dell’Aquila”, il rifugio alpino di Adolf Hitler situato tra le Alpi bavaresi. Fondamentale pregio di questa miniserie è l’accuratezza storica che figura dai fatti narrati alle imponenti scenografie, dagli armamenti ai mezzi corazzati, dai costumi alle battaglie. Queste ultime vengono rappresentate in maniera stupefacente con un massiccio impiego di veicoli dell’epoca e comparse, condite da effetti speciali di alta qualità garantendo scene sia di grande effetto e realismo sia di efficace impatto visivo. Ma la messa in scena è solo uno dei molti aspetti eccellenti che presenta questa serie TV, la colonna sonora si adatta perfettamente alle intense e drammatiche scene come la fotografia, il cast ha regalato prove recitative degne di note e la regia dei vari film-maker dona quel tocco di taglio cinematografico che manca in altre serie TV. In sintesi, “Band of brothers” ha rappresentato e rappresenta ancora tutt’oggi uno delle maggiori vette mai raggiunte da un’opera destinata alla televisione e, come dimostra insieme ad altre serie televisive o miniserie come “Game of thrones”, “Breaking bad”, “Lost”, “The Pacific” e “Boardwalk empire”, che il format da esse utilizzate non costituisce assolutamente un difetto anzi col passare degli anni si sfornano prodotti dalla qualità sempre più sbalorditiva che non invidia nulla alle maggiori produzioni dei classici film.
Il Cinefilo

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