Valorizzazione turistica dell’Adige – tratto cittadino – e apertura della Torre del Gardello, a Verona.
di adminVerona dispone di numerose opportunità e risorse, che meritano attenzione e che, valorizzate a dovere, diventerebbero certamente motivo d’ulteriore, importante attrazione turistica. Di esse, s’occupa, con vera passione, da più di vent’anni, il consigliere comunale Gianlucauca Fantoni, con proposte realistiche, presentate ufficialmente, il 7 giugno 2017, nella Sala Arazzi del Municipio di Verona, in presenza dell’assessore all’Urbanistica, Gian Arnaldo Caleffi. Iniziative, peraltro, come la copertura dell’Arena – in materia, ognuno può valutare la cosa come meglio crede – con spesa non a carico del Comune di Verona, ma, esclusivamente di privati.
La proposta di navigazione sull’Adige – il percorso è in parte da definire, ma, un punto certo, d’arrivo o di partenza, è stato individuato nell’edificio della Dogana Vecchia, ubicato all’entrata di via Filippini. In vero, non si tratta esattamente di navigazione, ma, come avviene felicemente in circa trenta città del mondo, fra le quali, ad esempio, Londra, sul Tamigi, su anfibi Duck, del tipo dei mezzi militari da sbarco a ruote. Nella Dogana Vecchia, poi, dovutamente resa agibile, in quanto sino dal tempo della seconda guerra mondiale, senza tetto, dovrebbe trovare allocazione uno studiato Museo dell’Adige, con ristorante, impreziosito, dalla presenza, sull’area della piattaforma antistante e guardante sull’Adige, da una copia di burchio e da una copia di antico mulino, che appunto, galleggiando sulle acque e traendo forza dalle stesse, lavorava sul fiume stesso. Ciò, a ricordare il trasporto fluviale d’un tempo, da Bolzano a Venezia, è l’attività molitoria, attiva sull’Adige, sino al primo 1900. Un bando di concorso, a livello internazionale, per la realizzazione del tutto, sarà divulgato in breve – il possibile operatore sull’Adige porterebbe la denominazione “Veronadige Duck Tours” – sempre prevedendo il supporto di privati, così come sarà per il restauro e la messa in sicurezza dell’antica Torre del Gardello, sita in Piazza delle Erbe. Il costo dei lavori di restauro per la Dogana Vecchia è previsto in 800.000.-€ e quello per la Torre del Gardello, altra ottima risorsa, in 550.000.-€, tutti a carico, come detto, delle società concessionarie. La Torre del Gardello, esistente già prima del 1262, anno d’inizio della Signoria scaligera, e, costruita, comunque, in più stadi, sino a raggiungere i 45 metri, fu dotata nel 1370, da Cansignorio Della Scala, di un orologio a campana, il primo nella città di Verona. La campana stessa, 1800 kg, fatta fondere all’uopo e recante l’emblema scaligero, la scala, si trova, ora, nel Museo di Castelvecchio e verrà riposta, sulla Torre, laddove originariamente si trovava. Si provvederà anche a ripristinare l’orologio con quadrante veneziano, creato nel 1420, sull’esterno della Torre stessa, la quale sarà, quindi, aperta al pubblico, tenendo presente che la Torre dei Lamberti, ubicata pure in Piazza delle Erbe, presenta un incasso annuale di 550.000.-€ l’anno. Verona si trova dinanzi a due nuove iniziative importanti, che apriranno le porte dell’Adige e della Torre del Gardello ad appassionati e a visitatori in genere, creando così ulteriore flusso turistico per la città. Del resto, sarebbe un vero peccato perdere le due opportunità sopra descritte: vedere la città scaligera dall’Adige e osservarla anche dall’alto della Torre del Gardello, sarà come assistere ad un grande spettacolo. Una curiosità: secondo, alcuni, la Torre del Gardello era usata anche per rilevare, dal suo sommo, possibili incendi nella città stessa. Del resto, gardello, potrebbe derivare dal germanico “warten”, attendere, osservare, fare la guardia, la cui “w” iniziale germanica diventa in italiano ed in veronese quella “g” o “v”, che troviamo in “guardare” o, rispettivamente, “vardàr”.
Pierantonio Braggio
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