La Bottega del Caffè a Castel d’Azzano
di adminDopo il successo delle serate precedenti, che hanno registrato entrambe il tutto esaurito, prosegue “Inverno a Teatro”, un’iniziativa promossa dal Comune di Castel d’Azzano in collaborazione con il Teatro Impiria di Andrea Castelletti. Per il terzo appuntamento della rassegna, sabato 20 febbraio, il Teatro di Castel d’Azzano di Via Mascagni ospiterà la compagnia teatrale La Bottega di Venezia che riprende uno dei testi più conosciuti ed apprezzati del repertorio goldoniano, “La Bottega del Caffè”, con la regia di Filippo Facca. Del 1750, la commedia è ambientata in un campiello veneziano sul quale si affacciano una locanda e tre botteghe: un barbiere, una bisca e una caffetteria. La vicenda si sviluppa nell’arco di una giornata, nel periodo di carnevale, e vede come protagonista Ridolfo, uomo saggio, equilibrato e generoso, proprietario della famosa Bottega del Caffè, e il suo antagonista Don Marzio, nobiluomo napoletano, pettegolo, indiscreto e instancabile seminatore di zizzania. Animano la scena altri personaggi, protetti o vittime di questi due: Eugenio, ricco mercante di stoffe, dedito al vizio del gioco e donnaiolo impenitente; la moglie Vittoria, donna onesta e virtuosa, che cerca invano di far ravvedere il marito; Flaminio Ardenti che, sotto le mentite spoglie di conte Leandro, vive con le vincite al gioco e mantiene la giovane “ballerina” Lisaura, che lo crede scapolo ed intenzionato a sposarla; Placida, moglie legittima di Flaminio, da lui abbandonata a Torino e giunta a Venezia alla disperata ricerca del marito. Le vicende dei personaggi si intersecano tra loro, condite dalle irreverenti calunnie di don Marzio e dai tentativi di mediazione positiva di Ridolfo. Il famoso commediografo mette in luce tutti gli aspetti, negativi o positivi, dell’ascesa della borghesia: Ridolfo, operoso padrone di bottega, simbolo della borghesia efficiente ed intraprendente, e Don Marzio, il pettegolo usuraio, che vive a scapito dei problemi economici altrui.
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