Polizze assicurative fasulle sui rischi ambientali

di admin
L'allarme lanciato dall'Antimafia di Brescia non riguarda Verona. In Provincia studiato un vademecum per bloccare le offerte sospette.

Polizze fasulle, documenti ingannevoli, firme non valide. Sono questi i nuovi rischi per le amministrazioni pubbliche nella stipula di polizze assicurative complesse da quando la liberalizzazione ha aperto il mercato a compagnie estere. Ci sono nuovi soggetti provenienti da Gibilterra, Romania, Danimarca o Bulgaria che, nel caso di garanzie fidejussorie milionarie per rischi da smaltimento e recupero rifiuti, a volte non sembrano in grado di garantire i pagamenti. Le polizze assicurative e fidejussioni dovrebbero, infatti, garantire gli enti pubblici nei confronti di eventuali danni causati all’ambiente da un’attività produttiva o dal fallimento di un’impresa.


Anche agli uffici del settore Ambiente della Provincia di Verona sono capitati numerosi casi di polizze “sospette”, simili a quelle portate alla ribalta dalla recente inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Brescia, che ha portato alla luce un giro di polizze assicurative false e prive di reale copertura nel settore dello smaltimento dei rifiuti. Dietro tali società, che sembrerebbero aver sede in Romania e Bulgaria, non esiste una reale copertura finanziaria.


Per ovviare a tali inconvenienti, la Provincia di Verona – unica in Veneto – si è dotata di un vademecum di verifica delle polizze, messo a punto l’anno scorso in collaborazione con l’università di Verona – dipartimento di Scienze giuridiche. Grazie a questo strumento operativo, sono state individuate le offerte “sospette” prive di reali coperture finanziarie che nel caso veronese avrebbero potuto causare non pochi problemi dal momento che la Provincia autorizza oltre 200 impianti di smaltimento (discariche) e recupero rifiuti, ognuno dei quali richiede coperture milionarie. L’apposito supporto specialistico è stato acquisito per disciplinare i criteri di individuazione e calcolo delle garanzie necessarie, in relazione alle diverse tipologie di attività, impianto e installazione di gestione rifiuti. Il protocollo, inoltre, presenta varie attività di verifica, come il controllo dell’idoneità del soggetto garante, della correttezza degli importi delle garanzie, dell’autenticità della sottoscrizione del rappresentante garante, della corrispondenza del testo della garanzia prestata con quello stabilito dalla Regione del Veneto.

Presidente Antonio Pastorello: «Sta emergendo in più contesti un problema serio per le amministrazioni pubbliche che devono accettare polizze assicurative con soggetti di ignota consistenza. Spesso le polizze, che dovrebbero servire a coprire l’esborso di somme ingenti, risultano invece di dubbia provenienza o irregolari. Ecco perché ritengo importante divulgare la buona pratica della Provincia di Verona che già dall’anno scorso ha cercato di mettersi al riparo da brutte sorprese. Il vademecum già rodato dai nostri uffici ha permesso di individuare tante polizze sottoscritte da soggetti privi del potere di firma per somme milionarie, che nel caso di sinistro non sarebbero mai state liquidate. L’allarme lanciato dalla Procura di Brescia su tutto il nord, per fortuna, questa volta non tocca la provincia di Verona».

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