Mozzecane – “Per continuare a non dimenticare” Continua l’impegno del Comune per ricordare chi ha difeso la legalità
di adminScopo delle serate è rendere omaggio a tutti coloro che, in nome della fede nella giustizia e nella legalità, hanno perso la vita durante l’adempimento del loro dovere. Inoltre, verranno ricordati i numerosi cittadini che sono stati vittime della criminalità e della mafia.
Consigliere – Zamperini: «Siamo onorati di presentare nella sede della Provincia questa iniziativa dall’enorme valore civico e culturale. Al Comune di Mozzecane va il merito di aver organizzato le due serate per ribadire il grande valore della legalità e per rendere omaggio a chi ha scelto di non essere connivente con un sistema corrotto e violento, mettendo a rischio gli amici, gli affetti, la famiglia e la propria stessa vita. Noi tutti abbiamo l’onere di preservare la memoria di queste figure rilevanti per la nostra storia nazionale; figure spesso dimenticate dalle istituzioni, ma che costituiscono il simbolo della lotta alla criminalità e meritano pertanto di essere ricordate. Sarà un’occasione fondamentale anche per ribadire che la mafia, purtroppo, è ancora presente e non è poi così lontana da noi. Dobbiamo mantenere alta l’attenzione della cittadinanza ed educare anche le nuove generazioni alla legalità».
Giornalista – Grimaldi: «Questo evento “Per continuare a non dimenticare” è nato da un’idea del sindaco Piccinini. Durante la prima serata ricorderemo vittime della mafia, della criminalità ordinaria e del terrorismo; assisteremo inoltre a diverse testimonianze, in primis quella di Maria Cristina Caprioli, sorella del giovane veronese che fu ucciso assieme ad altre 85 persone nella strage della stazione di Bologna il 2 agosto 1980. In seguito interverrà Filomena Rizzo, vedova di Domenico Russo, agente di scorta del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, morto assieme a quest’ultimo in seguito all’attentato del 3 settembre 1982. Ferdinando Domè, invece, ha una storia molto particolare da raccontare, perché il padre venne coinvolto in un conflitto a fuoco tra la cosca dei corleonesi e un boss locale; oltre ad essere ucciso, Giovanni Domè fu sospettato di essere colluso con la mafia; oggi è stata finalmente stabilita la sua totale estraneità alla sparatoria. Infine, avremo come ospite anche un poliziotto impegnato nella lotta alla mafia, che parlerà del suo vissuto col volto coperto per non essere riconosciuto».
Sindaco – Piccinini: «Per noi è un piacere rinnovare di anno in anno questo appuntamento. Credo che il miglior modo per ribadire il proprio “no” alla criminalità organizzata sia, appunto, la partecipazione collettiva e convinta a eventi di questo genere. Per la prima volta sarà presente un membro delle Forze dell’Ordine impegnato in prima linea nella lotta alla mafia; oltre ad ascoltare la sua testimonianza, vogliamo fargli percepire tutta la nostra gratitudine, perché troppo spesso ci si ricorda di questi eroi solo una volta che sono morti. Mi sento anche di ringraziare la nostra comunità che, da nove anni a questa parte, ha sempre partecipato dimostrando di recepire l’importanza del nostro messaggio».
Figlio di una vittima – Domè: «Ringrazio per l’opportunità che mi viene data di raccontare la mia esperienza. A più di quarant’anni di distanza la morte di mio padre rappresenta per me una ferita ancora aperta perché, al di là dell’uccisione, quello che mi ha fatto soffrire è stato vederne la memoria infangata. Oggi finalmente è stata ristabilita la verità, la storia di una vittima della mafia che si è trovata coinvolta in qualcosa di più grande di lui».
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