Direct Line indaga il comportamento dei veronesi alla guida.

di admin
IL 42% CONFESSA DI GETTARE RIFIUTI DALL’ABITACOLO DELL’AUTO IN CORSA (SENZA CURARSI DEI RISCHI). Nell’ 83% dei casi a finire fuori dal finestrino sono i fazzoletti

Gli italiani amano la propria auto, lo sanno tutti, e ogni automobilista tiene molto ad un interno dell’abitacolo pulito e ordinato. Ma pur di mantenere in ordine l’interno della propria vettura, gli italiani dimenticano le regole dell’educazione gettando mozziconi di sigarette, cartacce e addirittura cibo dal finestrino, sottovalutando i rischi che un comportamento all’apparenza solo maleducato possa costituire per chi transita col proprio mezzo sulla strada.

Il Centro Studi e Documentazione Direct Line – la più grande compagnia di assicurazione auto on line – ha voluto sottolineare ancora una volta l’importanza di una convivenza civile sulle strade chiedendo ai veronesi come si comportano in materia di “rifiuti on the road”. Nel dettaglio, il sondaggio ha indagato sul se e perché gli automobilisti veronesi gettano i rifiuti fuori dalla propria auto.

Incredibilmente il 42% del campione ammette la colpa. Nello specifico, un 22% dei veronesi “colpevoli” si divide equamente tra coloro che dichiarano di farlo spesso (50%) e coloro che ammettono di farlo a volte (50%), c’è poi il 20% che non lo fa quasi mai (e sottolineiamo il quasi). Ma non ci sono solo gli incivili. Il 46% infatti dichiara di non farlo mai. E a questa percentuale di virtuosi si aggiunge l’11% composto dai pentiti che sostengono di aver smesso una volta cresciuti o dopo aver smesso di fumare.

Al primo posto della classifica dell’immondizia gettata dalle auto in corsa dei veronesi, troviamo infatti i fazzoletti che si confermano il genere di rifiuto più gettato dal finestrino.
Ecco la Top 5 dei rifiuti più gettati dai finestrini delle vetture dei veronesi:

Fonte tabella: Ricerca DuepuntoZero/Doxa per Direct Line. Elaborazione Direct Line.

A Verona, l’83% degli intervistati ha ammesso di buttare i fazzoletti dal finestrino, mentre i mozziconi delle sigarette sono il punto debole del 42% del campione e le cartacce del 33%. Distaccati seguono gli avanzi di cibo (25%) e le bottiglie e lattine (17%).

Cosa c’è alla base dell’irrefrenabile voglia di liberarsi dell’immondizia presente in auto? I veronesi non hanno dubbi, per il 58% il defenestramento dei rifiuti ha come causa principale la prevenzione della creazione di cattivo odore nell’abitacolo. A seguire, tra le giustificazioni, troviamo la volontà di non riempire la vettura di sporcizia e disordine (42%). Mentre un 33% dichiara di non voler aspettare di trovare un cestino per la raccolta dei rifiuti e un 25% di essere impossibilitato a scendere a buttare il pattume quando ci si trova su strade molto trafficate.

La maleducazione e l’inciviltà non conoscono tempo, sono sempre di più dei veronesi che protetti dal buio e dalla loro auto buttano indisturbati sacchetti di rifiuti urbani ai cigli delle strade, appena fuori l’abitato, nonostante la presenza lungo le strade di numerosi cassonetti dei rifiuti.

“Le vacanze sono sempre più vicine, ma la promozione della convivenza civile on the road non può e non deve avere pause neanche in estate. – commenta Barbara Panzeri, Direttore Marketing di Direct Line. – Il sondaggio si inserisce in un progetto di Direct Line che prevede la promozione dell’educazione stradale intesa come rispetto per tutti i protagonisti della strada. Si è infatti da poco conclusa la prima fase del progetto itinerante Share The Road che ha raccolto, in tutta Italia, la voce e le esperienze dei fruitori delle nostre strade. Il tema dei rifiuti gettati dai finestrini è di fondamentale importanza, infatti, oltre ad essere una cattiva abitudine, è anche un comportamento estremamente pericoloso per le conseguenze che può avere. Abbiamo voluto per questo attirare l’attenzione su un argomento così delicato per la sicurezza di chi guida, senza dimenticare che anche il Codice della Strada sanziona giustamente queste cattive abitudini con multe salate”.

Fonte della ricerca:

L’indagine ha coinvolto 1.000 individui di età compresa tra i 18 e i 64 anni su popolazioni. È stata condotta con metodologia CAWI (computer-assisted web interviewing), attraverso il panel proprietario di Duepuntozero Doxa. Le interviste sono avvenute a aprile 2014.

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