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Radicchio di Verona IGP Istituito il Consorzio di Tutela e Valorizzazione

di admin
Hanno partecipato inoltre: Paolo Ferrarese, presidente di Confagricoltura Verona, Michele Pedrini, presidente di C.I.A. Verona - Confederazione Italiana Agricoltori; Franco Vaccari, segretario di Coldiretti Verona; Piergiorgio Agostini, produttore di radicchio di Verona; Loris Danielli, amministratore unico della società Provincia di Verona Turismo srl.

Il Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione del Radicchio di Verona IGP ha ottenuto il riconoscimento ministeriale il 27 novembre scorso. Nasce per promuovere un prodotto agroalimentare di qualità certificato dal marchio IGP, accrescerne il consumo in Italia e all’estero, incrementarne la commercializzazione vigilando sul corretto impiego della denominazione.

Assessore – Frigotto: “Il riconoscimento ministeriale del Consorzio del Radicchio di Verona IGP costituisce un importante passo avanti per la valorizzazione di un prodotto di qualità del territorio. Quello del radicchio è un comparto di tutto rispetto, basti pensare che il Veneto detiene il primato della produzione a livello italiano ed europeo, mentre la provincia di Verona contribuisce da sola con circa 150 mila quintali annui. Sono 1500 le aziende produttrici ubicate nell’area della Bassa Pianura Padana, la cosiddetta ‘Pianura dei Dogi’. Dopo aver ottenuto il marchio IGP, il radicchio di Verona viene ora tutelato da un Consorzio specifico che si impegna anche nella valorizzazione e nella commercializzazione all’estero. Doveroso è complimentarsi con i rappresentanti delle associazioni che hanno investito tempo e risorse per rendere possibile quel connubio tra territorio e i suoi ‘frutti’. E’ un fattore non esportabile né imitabile, che tutto il mondo ci invidia e che costituisce il miglior antidoto alla globalizzazione. A loro va tutta la mia stima per il lavoro di squadra che sono stati in grado di svolgere e perseguendo un obiettivo comune”.

“Agrinsieme” Verona – Polo: “È di 249 il totale delle DOP e IGP in Italia, il Veneto ne ha 35 di cui 17 solo nell’ortofrutta. Questo dato è certamente positivo ma contiene delle insidie. Infatti, se dopo la certificazione non si riesce a fare in modo che ci sia un mercato adeguato, le prospettive di crescita rischiano di ridimensionarsi. La scelta giusta quindi è quella di legare il prodotto alla reputazione del territorio: solo così è possibile inserirsi in un mercato ‘lungo’ al di fuori della propria zona. Questo è proprio il caso del radicchio rosso di Verona, che ha una reputazione fortemente legata al territorio. Inoltre, accanto a questi requisti essenziali va aggiunto che per potenziare sempre di più il prodotto è necessario mettere in campo ricerca e sperimentazione”.

Presidente Consorzio – Furiani: “L’iter di certificazione ha preso avvio nel 2008 ed è culminato nel riconoscimento ministeriale del Consorzio lo scorso 27 novembre. Durante questi anni c’è stata una evoluzione positiva, con l’incremento delle quantità di prodotto richieste dal mercato: gli ettari di terreno certificati sono passati da 20 a 130, con una resa per ettaro di ben 13 tonnellate. Il Consorzio coniuga la tutela del prodotto con la necessità di ‘fare formazione’, che significa informare il consumatore guidandolo nelle sue scelte e fornendogli alternative agroalimentari di qualità. Sono infine in calendario numerosi eventi che vedranno protagonista il radicchio di Verona IGP, tra cui la tappa alla “Fruit Logistica” di Berlino il prossimo febbraio, vetrina irrinunciabile per presentare quest’eccellenza italiana”.

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