QUALE LAVORO PER LA NUOVA ECONOMIA: BONANNI, DOLCETTA, PAVIN, COSTA, BRUGNARO NE DISCUTONO A PADOVA
di adminPer (ri)svegliare l’Italia dal torpore della crisi serve (anche) il lavoro. Ma una dimensione del lavoro profondamente trasformata dai cambiamenti nei processi produttivi e nelle strategie aziendali, dalle innovazioni tecnologiche e dalle opportunità (e rischi) aperti dalla globalizzazione. La lunga traversata dell’Italia nella crisi ha bruciato un quarto della produzione e portato la disoccupazione al 12,5% (40,4% tra i giovani), il livello più alto dal 1977. Come risollevarsi? Orientando le energie verso politiche che aiutino le imprese a virare verso specializzazioni a più alto contenuto tecnologico, che preparino lavoratori e manager qualificati per i nuovi settori, attraggano (e trattengano) talenti e investimenti, aiutino i lavoratori con 20 o 30 anni di esperienza a riconvertirsi verso i nuovi lavori. E poi contratti e flessibilità organizzativa per scambiare produttività e retribuzioni, welfare aziendale e partecipazione. Partendo dai tratti distintivi di chi lo sta facendo con successo, come le medie imprese.
Sono i temi che Confindustria Padova dibatterà con Raffaele Bonanni segretario generale CISL, Stefano Dolcetta vice presidente Confindustria per le relazioni industriali, Luigi Brugnaro presidente Umana Holding. L’occasione sarà il convegno “Quale Lavoro per la Nuova Economia”, che mercoledì 27 novembre, alle ore 21.00, allo Sheraton Padova Hotel (corso Argentina, 5 – A4 uscita Pd Est) aprirà il nuovo ciclo “Elementi” organizzato da Confindustria Padova, con il contributo della Cassa di Risparmio del Veneto e di UMANA e la direzione scientifica del Dipartimento di scienze economiche e aziendali “Marco Fanno” dell’Università di Padova.
I lavori saranno aperti dal presidente di Confindustria Padova, Massimo Pavin e dal presidente di Cassa di Risparmio del Veneto, Giovanni Costa. Seguirà la relazione introduttiva di Diego Campagnolo, dell’Università di Padova. Conduce Luca Orlando, Il Sole 24 Ore.
«L’intensità della crisi – spiega il presidente di Confindustria Padova, Massimo Pavin – ci impone di sperimentare modelli innovativi nella gestione delle imprese e nelle relazioni industriali, per sostenere una più ampia strategia di trasformazione e rilancio del tessuto produttivo e di tenuta occupazionale e non disperdere asset imprescindibili. Individuare i tratti distintivi delle imprese che competono e socializzarli con gli imprenditori, significa aiutarli a ripensare il proprio modello di business. È questo il significato del nuovo ciclo “Elementi”. Abbiamo voluto iniziare dal lavoro perché è da qui che dobbiamo ripartire. Ma non basta. Per creare lavoro serve la crescita. Se non modificheremo lo status quo nel quale siamo sprofondati, dalla burocrazia eccessiva al carico fiscale devastante per lavoratori e imprese, vedremo solo una piccola crescita senza occupazione».
ELEMENTI (FONDAMENTALI) PER L’IMPRESA. E LA RIPRESA. Lavoro, terra, capitale, ambiente. Sono i quattro elementi fondamentali per la gestione competitiva delle imprese, il benessere sociale e la transizione oltre la crisi, ai quali Confindustria Padova dedica il nuovo ciclo di incontri ELEMENTI (fondamentali di impresa), con il contributo della Cassa di Risparmio del Veneto e di UMANA e la direzione scientifica del Dipartimento di scienze economiche e aziendali “Marco Fanno” dell’Università di Padova.
Lavoro, ovvero soluzioni per rimettere in moto la produttività, invertire la débacle occupazionale, attrarre (e trattenere) talenti e investimenti. Ma anche formazione, competenze, contratti, partecipazione, welfare. Terra, cioè la filiera di prodotti, cultura e saper fare che nel mondo è sinonimo (e forza) del Made in Italy. E poi capitale, ovvero il capitale umano, non solo finanziario, la sua qualità, motivazione e aggiornamento continuo, decisivi per l’evoluzione del modello tecnologico e la competitività delle aziende. E ambiente, un «ecosistema» fertile per le imprese esistenti e per le nuove imprese, le tecnologie, i servizi e il benessere sociale.
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