Fondazione Cariverona. Qualcuno intervenga prima che restiamo in braghe di tela! Anno 2013: Documento Programmatico Previsionale impegni per complessivi 54 mln, nel 2014 sono 48mln di euro.

di admin
Per ora la marcia è :”Indietro tutta”, ma aspettiamo il bilancio 2013 che non preannuncia niente di bello.

Il silenzio avvolge le stanze al primo piano del palazzo di via Forti, la sede della Fondazione Cariverona presieduta dal veronese Biasi, da sempre, e diretta, da sempre, dal siciliano Sinagra. Passano i Sindaci a Verona, di destra di sinistra, hanno potere di nomina ma finora a tutti il governo della Fondazione è piaciuto. La Fondazione è il cuore e l’esempio e l’emblema della ricchezza dei veronesi. Corridoi lustri ed incerati, grandi quadri alle pareti, antichi reperti di atavica ricchezza e sculture avveniristiche rappresentano l’opulenza e distolgono lo sguardo ed i pensieri dalla situazione in cui si trova questo forziere di secoli di risparmi delle genti veronesi e non solo. Uno non pensa che questa roba è frutto di oltre un secolo di sacrifici, di risparmi frutto di sudori di piccoli imprenditori e di frutti strappati alla terra da alacri contadini e da colline e pianure generose verso chi con passione e impegno le coltiva. Negli anni la Fondazione Cassa di risparmio di Verona, erede delle immense ricchezze accumulate dalla storica Cassa di Risparmio di Verone Vicenza Belluno e Ancona, ha gestito le somme accumulato con sapienza dai banchieri veneti; milioni e miliardi e migliaia di miliardi di lire divenuti poi miliardi di euro. Nei secoli si è formata, in pochi anni ha perso ingenti parti del suo patrimonio.
Qualche anno fa, una finzione politica, una legge innovativa ha sancito il doveroso distacco tra la politica e gli affari. Mai sberleffo agli italici italioti, tra cui noi, fu così doloroso. Fu scritto , ma, come per tutte le leggi mai applicate in Italia, fu presto dimenticato. Le banche dovevano essere cose diverse dalle Fondazioni che le hanno originate ma il distacco reale non interessava nessuno, in specie alla sinistra che con la Fondazione MPS ha detenuto costantemente il controllo della banca senese in mano politica. Eppure le Fondazioni devono puntare alla salvaguardia del loro patrimonio in quanto la loro gestione si “ispira ……al bene comune e persegue esclusivamente scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico”. Scripta manent, recita un rateo del noto brocardo latino, ma i tempi della Roma imperiale sono passati, la serietà pure, ed oggi, in tutta Italia, spesso ciò che è scritto, serve solo a far credere ai polli “verità inconfutabili” che la cronaca nazionale ha spesso svelato essere bugie colossali.
Ma ora tornando alle vicende veronesi come è messa la nostra Fondazione, da cui dipendono tantissimi interventi e tantissime realtà sociali? Al di là di una comunicazione istituzionale parca, pochi ne parlano.
Proviamo ora qui a dire qualcosa. Innanzi tutto diamo un’occhiata a cosa dice lo Statuto della nostra beneamata e vediamo cosa indica all’art. 5.3: “ La Fondazione amministra il proprio patrimonio per il perseguimento delle finalità previste dal presente Statuto, operando nel rispetto dei principi di economicità della gestione, secondo criteri prudenziali di rischio, in modo da conservarne il valore economico ed ottenerne un’adeguata redditività. Ora la squadra al comando è praticamente la stessa da decenni, con il disastro finanziario a cui assistiamo, altri avrebbero cambiato squadra. Si sa: “Squadra che vince , non si cambia” ( anche il nostro amato sindaco Tosi usa spesso questa frase ma solo per gli enti con i quali è in sintonia)! Ma qui non si cambia nemmeno se la squadra perde. L’allenatore paga anche se non ha colpe dirette. Ma a Verona non si cambia: ne in altre realtà ne in Fondazione. Ma la Fondazione Cariverona ha mantenuto fede al dettato dell’articolo 5 laddove si dice di conservarne il valore e di garantire la redditività?
Ecco alcuni dati, sintetici e quindi, per chi vuole da approfondire( se volete di più il sito http://www.fondazionecariverona.org è assai più esplicativo), ma che offrono in breve una risposta ai quesiti appena indicati.
La seguente tabella, di cui le prime due colonne sono prese dal sito, dà il senso di quanto accaduto negli anni indicati

E’ stato rispettato il dettato costitutivo di cui sopra? Ditelo un po’ voi. Inoltre, rammento che negli anni d’oro i valori finanziari indicati in bilancio indicavano cospicue plusvalenze, ( un dato preso per l’anno 2000 indica a pag. 8 del bilancio es. 1999/2000 un valore delle attività finanziarie 3588 mld mentre il valore di mercato era di oltre 11.600 mld (Allora c’erano le lire). Oltre 8.000 mld di lire di maggior valore.
Oggi se prendiamo gli ultimi dati del 2012 ( a pag. 6 del pdf relativo al bilancio) i valori finanziari attivi , che vengono poi riportati nel Patrimonio, indicano asset valorizzati in Euro per 3, 086 mld e un valore di mercato, sempre in euro di 1,726 ml, abbiamo in pancia una differenza negativa di oltre un miliardo di euro.
La crisi evidentemente ha colpito duro, ma è solo questa la risposta a questa debacle? Non sarebbe il caso che le varie autorità che hanno potere di intervento e di controllo si esprimessero facendo sentire la loro voce chiedendo come viene tutelato il patrimonio? Per ora il silenzio in merito è la nota più forte che risuona nei vari palazzi.

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