CONFINDUSTRIA PADOVA: «CRISI PIù GRAVe. le AZIENDE chiudono. subito un governo delle emergenze»
di adminUn quadro in costante peggioramento negli ultimi cinque anni, dalle 335 crisi aziendali nel 2008, e il periodo più nero è stato proprio l’anno scorso. Sono pesanti gli effetti sull’occupazione. Oltre 36 mila lavoratori (36.092) sono stati licenziati l’anno scorso in Veneto, il 4,7% in più rispetto al 2011, quasi 10 mila negli ultimi tre mesi del 2012. È grave l’emergenza a Padova, dove le procedure di crisi aziendale aperte sono state 327, il 31,1% in più rispetto al 2011, e oltre 7 mila lavoratori (7.222) hanno perso il posto (+14,2%).
Gli ultimi dati di Veneto Lavoro scolpiscono la durezza della crisi. Più che luce in fondo al tunnel, ombra spessa. Che accomuna nella stessa difficoltà imprenditori e lavoratori. Numeri che per il presidente di Confindustria Padova, Massimo Pavin evocano le macerie di «un nuovo Dopoguerra. Ma senza la spinta politica e morale».
«L’economia reale è in emergenza – avvisa Pavin – soffrono le imprese e soffrono i lavoratori. Siamo alla “terza fase” della recessione. Oggi rischiano anche le aziende sane, quelle meglio organizzate, che si sono duramente ristrutturate e radicate sui mercati. Spinte fuori mercato non solo dalla recessione, ma dalle condizioni del sistema Paese: cuneo fiscale, energia, infrastrutture, burocrazia. Ma anche giustizia, corruzione. Bisogna fare presto per salvarle». È l’appello rivolto alla politica, che si aggiunge alla mobilitazione degli imprenditori che alzerà i toni dalla convention della Piccola Industria di Confindustria a Torino il 12 e 13 aprile.
«Siamo sconcertati per lo scenario di inerzia e ingovernabilità, a 45 giorni dal voto – insiste il presidente di Confindustria Padova -. Questa politica è fuori dalla realtà. Qualcuno ha evocato l’8 settembre. Il tatticismo autoreferente e il contorsionismo della politica, dimostrano il livello di irresponsabilità e di in-coscienza rispetto all’urgenza dei problemi. Tra fisco, credit crunch, debiti Pa, crollo dei consumi si allarga l’emorragia di aziende. E ci domandiamo ancora cosa fare? Dare immediatamente vita a un Governo che affronti l’emergenza».
Pavin non concede alibi. «Tra il programma di cambiamento degli uni e gli 8 punti degli altri c’è in comune quanto basta per un programma minimo che affronti l’emergenza. Tutto il resto è politica. Ma fatta sulla pelle di famiglie e imprese». «Il tempo è scaduto – conclude il presidente di Confindustria Padova -. Si faccia subito un Governo delle emergenze, di durata limitata nel tempo, che affronti i temi dell’emergenza economica e del lavoro, per dare una speranza e provare a ripartire».
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