L’AGRICOLTURA… Riflessioni e considerazioni…
di adminL’agricoltura offre, in tale quadro, lavoro sempre prezioso, in ambiente naturale, a chi ad essa si dedica con passione e impegno.
L’agricoltura, che presta massima attenzione a non inquinare l’ambiente con l’abuso di fitofarmaci, ricorrendo in cambio, ove possibile, nella lotta agli insetti nocivi, alla nota ‘confusione sessuale’, offre aria ed aspetti molteplici e straordinari, che permettono all’uomo d’introdursi nel verde, di studiare la natura, aiutandola da vicino, e di uscire dalla prigione del cemento.
L’agricoltura dispone, talvolta, di edifici rurali trascurati, trasformabili in agriturismi, fatto che favorisce anche un’attività didattica, rivolta ad adulti e ad alunni di scuole elementari e medie, che, in tal modo, vengono a diretto contatto con il mondo agricolo stesso. Un mondo che va approfondito e conosciuto, attraverso il contatto diretto con la sua straordinaria realtà. Tali importanti iniziative, oltre a favorire un rinnovato rapporto fra città e campagna, stimolano gli agricoltori a divenire sempre più custodi delle risorse naturali dell’ambiente e i giovani a rimanere attori nel mondo agricolo. Un vivo rapporto tra città e campagna significa, inoltre, il recupero di tradizioni, di piatti tipici, nonché, al tempo, il contatto diretto con le colture, le piante officinali, con animali domestici, talvolta mai visti, ma da sempre caratteristici del luogo. Elementi che sono storia e cultura.
L’agricoltura e la campagna permettono di godere de visu del paesaggio e della vita d’ogni giorno, che lo caratterizzano. In merito, è previsto, da apposita legge, che la funzione ricreativa delle risorse – oltre a quella produttiva, se c’è, unita a quella ambientale e paesaggistica, come detto – sia considerata uno degli obiettivi prioritari di riqualificazione dell’impegno agricolo, che, in tal modo, da monosettoriale si trasforma in multisettoriale. Occorre, tuttavia, attenzione a non incoraggiare un’esagerata proliferazione degli agriturismi, i quali, fra l’altro, mai dovranno assumere le funzioni della normale ristorazione, ma rimanere il più possibile nel “rurale”. Che è quanto di meglio il cittadino ed il turista si aspettano. Alla multisettorialità accennata appartiene anche l’azione di trasformazione dei prodotti del fondo, del bosco o di zone marittime o lacuali e la loro diretta commercializzazione.
L’agricoltura, con riferimento a quanto sopra, ha tutte le caratteristiche per creare “turismo”, anche dall’estero, se saprà fare capire al “cittadino” ed al turista che non è possibile gustare le caratteristiche dei prodotti della terra, senza conoscere la stessa.
Non si può assaporare a dovere, ad esempio, i vini di un territorio, senza conoscere il vigneto, le caratteristiche delle viti che lo compongono, nonché il relativo terroir, con l’importante effetto che tali colture imprimono al paesaggio agrario locale, che, curato costantemente, si conserva e si tramanda da generazioni.
L’agricoltura pertanto, modella l’ambiente a favore di tutta la comunità, attraverso la presenza dell’agricoltore (anche e pertanto paesaggista), il quale, con la sua esperienza pratica in loco e d’ogni giorno, monitorizza e salvaguarda, quale “sentinella del territorio”, l’ambiente stesso, gestendo e curando acque, suolo e vegetazione.
È quanto sostiene, da sempre e con fermezza, Paolo Ugo Braggio, Verona, in quanto l’agricoltore, conoscendo, per esperienza, il suo territorio e lavorandolo, rileva possibili elementi di pericolo nell’area di residenza o periferica, magari prevenendoli o, addirittura, contrastandoli con il proprio intervento.
L’agricoltura, con riferimento a quanto sopra, è impegnata anche a rispettare (ed a monitorare) l’ambiente, prevenendo situazioni critiche sia paesaggistiche, che idrogeologiche ed ambientali. In collina, ad esempio, per non creare pericolose erosioni di suolo, a impianti di vigneto a ritocchino, si preferiranno impianti a giropoggio – dotati di fossi di scolo a livello collinare, che convogliano le acque piovane in fossi più ampi, evitando il ruscellamento, con trasporto di terra – e l’impiego di pali di sostegno (dei vigneti) in legno, più che in cemento.
L’agricoltura – la primaria e migliore occupazione umana – va tenuta in massimo conto, anche nel senso che ad essa non vengano sottratte, come continuamente avviene, aree verdi, destinandole all’edilizia, (in Italia 100 ettari al giorno vengono adibiti alla costruzione di edifici, strade, ecc.). Va ricordato, in merito, che il suolo è ufficialmente indicato dall’Unione Europea come “fabbrica della vita” e che la stessa Unione richiama l’attenzione di tutti al rispetto e alla protezione dei suoli stessi. I piani regolatori, quindi, incentiveranno, tra l’altro, lo sviluppo di centri urbani compatti, più che diffusi. Un agire, pertanto, d’attenzione e di prudenza, tenendo conto, comunque, delle esigenze del progresso e dello lo sviluppo.
In ogni caso, il verde, il necessario verde, nel suo complesso, è massimo patrimonio dell’umanità e, come tale, non può essere sacrificato ad ogni costo a favore del muto ed immobile cemento.
L’agricoltura moderna dev’essere “sostenibile”, ossia, non solo non inquinante, ma anche in grado di rispondere congruamente all’alimentazione di uomini e di animali – nel 2050, occorrerà cibo per 9 miliardi di uomini ed una produzione agricola pari al 60% in più rispetto all’attuale –, di creare fibra e biocarburanti, conservare l’ambiente, come già accennato, aumentare le risorse e creare qualità nella vita dell’agricoltore e dei suoi collaboratori – l’azienda deve dare reddito – valorizzando la loro opera e garantendo la sicurezza della persona. Questo, anche per evitare – sebbene si stia notando, fortunatamente, un ritorno alla campagna da parte dei giovani – l’abbandono della terra.
L’agricoltura deve seguire i progressi della tecnologia, impiegando macchine tecnologicamente aggiornate – avendo tuttavia attenzione, come detto, all’ambiente – per le sempre maggiori esigenze produttive cennate, richieste dall’umanità, in continua e vertiginosa crescita.
L’agricoltura farà attenzione ad una completa biodegradabilità dei materiali da coltivazione e di confezionamento, ricorrendo alla bioplastica in amido di mais.
L’agricoltura dev’essere, comunque, efficacemente sostenuta ed aiutata ed essere, pertanto, al centro dell’attenzione d’ogni convegno a carattere economico, visto che senza di essa non ci può essere vita. Essa deve poter vedersi riservata da ogni organizzazione pubblica e privata la maggiore attenzione possibile, perché è dalla lavorazione della terra e dall’impegno, che tale lavorazione richiede, che l’uomo – e le nazioni – traggono di che vivere. Non solo: è di primaria importanza il grande contributo che l’agricoltura dà, con i suoi prodotti, all’esportazione, con beneficio della bilancia dei pagamenti, come stanno dimostrando, soprattutto attualmente, l’agroalimentare ed il vino italiani.
Non posso concludere, senza ringraziare di cuore, per la competente collaborazione alla stesura delle suesposte riflessioni e considerazioni, mio fratello Paolo Ugo Braggio, dottore in Scienze agrarie, esperto in fatto di multifunzionalità in agricoltura, di tutela del territorio e del paesaggio ed interessato alla promozione dell’agricoltura in generale.
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