Veronafiere e “Vinitaly” 2013: due navigatissime glorie veronesi. La grande rassegna del vino avrà luogo dal 7 al 10 aprile, quale centro d’incontro di produttori e di consumatori da tutto il mondo.

di admin
Ad opera di Veronafiere – attiva a Verona, dal lontano 1898 e leader eurpeo, fra l’altro, nel comparto non solo del “vino”, ma anche dell’ “agroalimentare”– avrà luogo nella città scaligera, dal 7 al 10 aprile, la 47ª edizione di “Vinitaly”, creata nel 1967.

Un’immensa manifestazione – solo la superficie supera i 95.000 mq – che presenta e promuove, anche con ripetute, efficaci ed incisive azioni sulpiano internazionale, la conoscenza del vino italiano nel mondo. Saranno presenti al Vinitaly 2013 oltre 4200 espositori da oltre 20 Paesi, mentre s’attendono più di 140.000 visitatori e operatori da 116 nazioni, compresa un’importante delegazione del Ministero del Commercio Estero di Pechino. Solo gli operatori esteri sono stati 48.544, nell’edizione precedente… Tali importanti presenze favoriscono contatti commerciali altrimenti irrealizzabili, atti ad incrementare quell’export, indispensabile alla nostra economia. Un export che, se nei primi undici mesi dello scorso anno ha visto un calo del 9%, ha tuttavia mandato all’estero 21,4 milioni di ettolitri di vino, per un valore, segnala il presidente di Veronafiere, Ettore Riello, di 4,7 miliardi di euro.
Ma, Vinitaly è mondialmente riconosciuta anche dai mezzi di comunicazione. Di ciò ha dato notizia il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani. Nel 2012, erano presenti 2496 giornalisti da 45 Paesi, 170 tra radio e televisioni, 105 quotidiani e 110 testate on line, che, se hanno parlato di “vino”, non dimentiachiamolo, hanno parlato anche di “Verona”…, delle sue bellezze e della sua ospitalità.
L’azione di Veronafiere è, quindi, di massima portata, essenziale, per Verona, cui va il beneficio anche del forte indotto, che creano le circa sessanta rassegne, allestite annualmente dalla Fiera di Verona, e per il Paese, che ha dall’export vinicolo ed agroalimentare un forte e positivo contributo alla bilancia commerciale. E non dimentichiamo che esportare vino, verdura, frutta e latticini significa anche garantire e creare occupazione.

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