Moldavia in festa alla Gran Guardia. Celebrato il Mărţişor, l’inizio della primavera.

di admin
Ogni popolo, ogni nazione ha una propria storia e proprie tradizioni, che non solo vanno conservate e ricordate, ma anche fatte conoscere, per meglio fare comprendere cultura, comportamento e mentalità di un determinato gruppo etnico.

A Verona è attiva una forte comunità moldava, che, lasciata per esigenze di vita la terra natale – e ci si deve rendere conto cosa significhi trasferirsi in altra nazione, abbandonando, d’un tratto, il proprio nido, familiari, usi e tradizioni – lavora assiduamente, contribuendo in modo costruttivo al bene di famiglie, curando soprattutto gli anziani, ed a quello dell’economia. Un vantaggio reciproco, alleviato dalla grande capacità d’autointegrazione della gente moldava nel tessuto veronese. In tale quadro, celebrare proprie tradizioni, significa reintrodursi, per qualche ora, in esse, così come è avvenuto sabato 9 aprile 2013, presso la Gran Guardia, ad opera di numerosi moldavi, appunto attivi in città ed in provincia.
In un’atmosfera di grande amicizia fra moldavi e veronesi, e di solennità, conferita alla manifestazione dalla celebrazione di una specie di Idi di Marzo – da cui Mărţişor –, la Moldavia veronese si è ufficialmente presentata, a cura di Ciril Croitoro, presidente dell’ Associazione Moldava-Sapori di Casa – onlus, Alpo di Villafranca. La comunità moldava si è fatta conoscere con la sua bandiera, dalle strisce verticali, azzurra, gialla e rossa, con la su cucina, con i suoi dolci, e con il suo curatissimo artigianato – nel quale, fiori e colori occupano un posto importante, quali simboli di amore, di amicizia e di buon augurio –, con i suoi costumi (ogni moldavo presente, portava al collo un caratteristico fazzoletto giallo) e con la sua musica tradizionale.
Un artigianato, quello moldavo, che porta in sé il seme del dominio più completo dell’arte, della pazienza e di quel sapere dedicare se stessi al bello ed al lavoro di stampo antico, che merita d’essere osservato, apprezzato e considerato come emblema di una civiltà lavoratrice, che nel casalingo trovava e trova ancora massima esteriorizzazione e soddisfazione.
Alle particolari preparazioni d’alta pasticceria – ornatissime di fiori, pure in pasta – ed ai lavori a mano di Rodica Poiana, uniti a monumentali trecce di pane, facevano da grande ornamento gli straordinari “arazzi a mezzopunto” (prodotti a mano, con un impegno, che va dai 3 mesi ai 9 mesi, a seconda dell’entità della riproduzione) – straordinario, quello dedicato a Giulietta e Romeo – di Elena Sendrea, nonché i dipinti di Aurelia Balan, che ha dedicato una serie di lavori a Verona ed alla sua storia. Faceva bella mostra una veduta della nota casa vinicola “Cantina Mileşti Mici”, quale conferma che la Moldavia produce pure ottimi vini… Nella sala-teatro, hanno presentato – accompagnati da balletti caratteristici – canti e musiche locali gli artisti Natalia Gordienko e Pasha Parfeny.
Chi ha presenziato alla curata e folkloristica manifestazione, ha potuto rendersi perfettamente ed esaurientemente conto delle ottime qualità della gente moldava, che vive a Verona.

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