Il vino si deve conoscere e gustare nel “suo” territorio. A Soave, un’iniziativa che introduce l’appassionato nella terra della “Gargànega” e del suo “vino”.

di admin
Si possono frequentare conferenze o giornali senza limiti, ma non sempre si vengono conoscere particolari interessanti e costruttivi. L’occasione ha voluto che venissimo a sapere come, nel quadro dell’attività dell’Associazione della Strada del Vino Soave, presieduta dall’appassionato ed attivo enologo, Paolo Menapace, emerga un’iniziativa molto raffinata, che mira a fare conoscere da vicino tutto il…

A gustare ed a bere si fa presto, ma a produrre, occorrono anni… e se l’istituzione “Strada del Vino” si propone di condurre gli interessati fra il verde delle viti, fra quello dell’incantevole paesaggio di Soave e delle sue tradizioni, essa invita anche ad adottare, per la durata di un anno e con il versamento di un modesto contributo, cinquanta piante di uva “Gargànega”, già nota agli Etruschi, dai grappoli allungati e dagli acini ambrati, nonché madre fecondissima del biondo “Soave”. L’appassionato che aderisce alla proposta – 045 76 81 407 e associazione@stradadelvinosoave.com – ha il diritto, per un anno, di potere seguire personalmente la coltivazione delle cinquanta viti adottate, in tutti i suoi particolari, la raccolta dell’uva e la sua trasformazione in vino, nonché d’essere costantemente informato, se richiesto, da “La Strada del Vino”, sull’evoluzione delle “sue” viti. A coronamento del tutto – vera sorpresa! – l’amico del “Soave” vedrà ricompensata la sua fedeltà alla vite “Gargànega” ed al suo divenire nell’annata di competenza, con un certo numero di bottiglie del pregiato e profumato “succo”. Una validissima iniziativa, che merita attenzione, che lega il coltivatore-produttore al consumatore, facendogli conoscere i segreti ed i sacrifici di un procedimento non del tutto semplice, rispettoso della natura e dell’ambiente, promotore del turismo e, quindi, di quella conoscenza del territorio, che è necessaria per meglio gustare le virtù organolettiche del prodotto, offerto dalla vite. Non solo, quindi “strada” o semplice “percorso”, ma approfondita conoscenza della pianta e della sua coltivazione, che diventa cultura, e cultura, al tempo, di quel bere cosciente, che aiuta a godere, a sorsi, quelle gocce d’oro, frutto della vite e del lavoro dell’agricoltore.

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