Nuova call-to-action

Nuove iniziative di Alzheimer Italia e della Fondazione Cattolica Assicurazioni. Presentato il progetto di aiuto ai malati ed alle loro famiglie.

di admin
Il nucleo familiare, con l’evolversi del tempo e con l’impegno lavorativo, anche impegnando la massima buona volontà, non è più in grado di prestare la dovuta attenzione al parente sofferente ed essergli di aiuto.

L’organizzazione sanitaria pubblica non è in grado di intervenire – dinanzi agli innumerevoli tipi di malattie e al numero altissimo di pazienti da curare – e non può, ovviamente, essere di supporto per ogni esigenza, in sede nazionale.
In fatto di “Alzheimer” – grave malattia che coinvolge tutta la famiglia del malato – è attiva a Verona “Alzheimer Italia” (via don Carlo Steeb 4, 37122 Verona, c/o Istituto Assistenza Anziani, 045 80 10 168, info@alzheimerverona.org), che opera, a titolo completamente gratuito, con l’appoggio di Fondazione Cattolica Assicurazioni e del volontariato.
In tale quadro, “Alzheimer Italia”, nella persona del suo presidente, Maria Grazia Ferrari, ed il presidente di Fondazione Cattolica assicurazioni, Paolo Bedoni, hanno presentato il progetto “Alzheimer Caffè: Laboratorio della Memoria”. Esso mira, a intrattenere il malato con un’animazione studiata, che gli tenga in attività la mente (invecchiamento attivo) – importante è prevenire con attività in compagnia, favorendo la domiciliarità, per rallentare la patologia – contemporaneamente si fa cura dal punto di vista medico, per quanto possibile, visto che sino ad oggi non esiste medicina, che permetta di superare la malattia. L’aiuto è volto pure alla famiglia stessa del malato, anche in fatto di pratiche con la pubblica Amministrazione. Il progetto presentato da Alzheimer Italia – che dispone di una palestra per la stimolazione e la riabilitazione presso il Centro socio-riabilitativo dell’Associazione – e da Fondazione Cattolica, prevede, la creazione di una rete sinergica tra partners; la costituzione di un’équipe di volontari e di professionisti del settore; la formazione dei volontari stessi, di caregivers, di badanti e di professionisti; l’assistenza a familiari, con sostegno psicologico agli stessi e a caregivers; l’incremento del numero dei Laboratori per la Memoria; il potenziamento delle abilità mnestiche e delle capacità residue di anziani con demenza; la diffusione d’un modello ecologico scientificamente fondato e la diffusione dell’efficacia del modello proposto dal progetto stesso.
Alcuni dati, che parlano da soli: l’Associazione Alzheimer Verona, iscritta al Registro Regionale del Volontariato, ha coinvolto, nel 2012, oltre 5800 persone per un totale di 26.573 ore di prestazioni e ha fornito consulenze legali, psicologiche e geriatriche a 193 familiari.
La bontà e la solidarietà esistono ancora!

Condividi ora!