IN VENETO OLTRE 29.000 IMPRESE A FORTE RISCHIO DI INSOLVENZA NEL 2013
di adminLe imprese venete continuano a mostrare un livello di affidabilità potenziale superiore sia alla media nazionale sia alla media del Nord Est, pur facendo registrare un peggioramento dal 2008 ad oggi. A fine dicembre 2012, infatti, il 6,77% delle imprese venete (nel 2008 erano il 5,25% del totale) presentava un’alta rischiosità di generare insoluti commerciali nei confronti dei propri fornitori nei 12 mesi successivi.Al contempo, il 43,67% delle imprese attive in Regione si caratterizzava per una rischiosità media, il 41,11% per una rischiosità medio – bassa mentre per il restante 8,45% dei casi si osservava una rischiosità bassa (ma nel 2008 era ben superiore, pari al 13,61%, la percentuale di imprese totalmente affidabili).
È quanto emerge dall’Osservatorio sulla rischiosità commerciale realizzato da CRIBIS D&B, società del Gruppo CRIF specializzata nelle business information, che analizza il grado di affidabilità delle imprese italiane e la loro capacità di fronteggiare gli impegni presi nei confronti dei propri fornitori, con la conseguente probabilità di generare insoluti commerciali nei 12 mesi successivi.
Nello specifico, le imprese del Veneto mostrano un livello di alta rischiosità potenziale inferiore sia alla media nazionale, che si posiziona all’11,26%, sia alla pur positiva media del Nord Est (7,02%). Al contempo, in regione la quota di imprese che si distinguono per una bassa rischiosità prospettica si è attestata all’8,45% del totale, contro una media del Nord Est pari all’8,61% e al dato nazionale, fermo al 6,08%
Dalla rilevazione di fine 2012 Belluno risulta essere la provincia del Veneto meno rischiosa, con solamente il 4,41% delle imprese che si collocano nella fascia ad alta rischiosità a fronte di una quota pari al 9,99% del totale che si caratterizza per una bassa rischiosità commerciale. Rovigo, al contrario, evidenzia la concentrazione più alta di imprese a rischiosità elevata, pari al 7,88% del totale, seguita da Venezia (7,44%), Verona (6,93%), Padova (6,66%), Treviso (6,62%), Vicenza (6,37%).
Nel complesso, tutte le province venete si caratterizzano per una quota di imprese con bassa rischiosità potenziale migliore della media nazionale (pari al 6,08%): al primo posto si piazza, appunto, Belluno (9,99%) seguita da Vicenza (9,45%), Verona (8,47%), Treviso (8,30%), Venezia (8,02%). All’ultimo posto, Padova e Rovigo a pari merito con il 7,94%.
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