VENDEMMIA 2012. MANZATO: OCCASIONE PER MIGLIORARE LE POSIZIONI SUL MERCATO
di adminLo ha ribadito l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato, che mercoledì prossimo non potrà essere all’appuntamento con il mondo triveneto dell’enologia perché impegnato a Roma sul tema della siccità con il ministro Mario Catania.
“Produrre bene, sano, pulito di qualità è un prerequisito scontato per l’agricoltura in generale e per l’enologia in particolare – ricorda Manzato – dove quella veneta in pochi decenni ha saputo su questa base occupare posizioni da primato mondiale grazie allo straordinario mix fra tradizione, storicità e capacità innovativa. I risultati vendemmiali vanno visti in questa prospettiva, con un occhio alle influenze che l’andamento climatico e l’annata hanno avuto sul prodotto, ma l’altro rivolto agli sbocchi commerciali e alla valorizzazione del lavoro dei nostri produttori e della filiera. Come Regione abbiamo lavorato e continueremo a lavorare su questi fronti: costante miglioramento qualitativo e specializzazione del vigneto veneto in funzione delle caratteristiche del territorio e del terreno; promozione e divulgazione delle nostre produzioni; innovazione sulla base delle radici storiche del nostro prodotto; politiche di filiera per la commercializzazione, all’interno di un contesto mondiale dove ci troviamo a nostro agio e dove abbiamo saputo fare di più e meglio della concorrenza”.
“E’ sulla base di tale filosofia – dice ancora l’assessore – che come Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia abbiamo condiviso la strategia del Consorzio di tutela del Prosecco DOC per governare l’immissione sul mercato del prodotto della vendemmia 2012. Perché appunto l’obiettivo comune non è quello delle fughe in avanti ma quello del governo dei prezzi e del mercato stesso, dove le turbative possono avere effetti disastrosi per tutti e per una coltura che non si improvvisa di stagione in stagione ma si programma in anni. Questo ragionamento deve valere anche per tutte le produzioni enologiche, sia quelle più note e diffuse, sia quelle non ancora altrettanto famose e di quantità relativamente modesta. L’auspicio – conclude Manzato – è che le organizzazioni di categoria, i consorzi e le filiere si facciano protagonisti di questi processi, in un contesto dove da sempre le differenze che caratterizzano la produzione e il tessuto aziendale del Veneto trovano nell’identità e nell’univocità dei comportamenti un ulteriore motivo di valorizzazione”.
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