Le aziende veronesi in campo per conciliare meglio i tempi di vita e lavoro
di adminOggi, in Sala Rossa al Palazzo Scaligero, il presidente della Provincia Giovanni Miozzi ha presentato i progetti di alcune aziende veronesi in merito alla possibilità di conciliare meglio i tempi tra vita familiare e lavorativa.
Erano presenti: la consigliera di parità Maria Luisa Perini; la presidente della Commissione Provinciale Pari Opportunità Antonia Pavesi; il segretario di FIM/CISL Verona Massimiliano Nobis; il delegato dell’ULSS 21 di Legnago Imelda Romano.
Sono intervenuti inoltre per Riello Group Italia, la responsabile Risorse Umane M.Cristina Potenza; per l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata, il direttore servizi Affari generali Marina Spallino; per la Cooperativa Azalea, il presidente Giuseppe Turrini; per Altromercato, la responsabile Risorse Umane Valentina Cherubini; per Forum Media Edizioni, l’amministratore delegato Giuseppe Gualandris; per Mag Servizi società cooperativa la presidente Maria Teresa Giacomazzi.
Queste aziende usufruiranno dei finanziamenti ministeriali per i progetti a favore della conciliazione vita-lavoro. Le normative riguardanti i progetti e le loro tempistiche sono regolate dall’articolo 9, L.53/00 e prevedono la possibilità di sostenere nuovi servizi aziendali per i dipendenti, come babysitting, telelavoro, ‘maggiordomo aziendale’, orari flessibili, campi estivi per figli.
Presidente Miozzi: “In un momento così difficile per il nostro Paese, ci sono delle realtà che riescono a guardare avanti, concretizzando progetti che agevolino la vita dei propri dipendenti. Queste iniziative vanno a beneficio di tutti: i lavoratori che trovano un clima più familiare e un aiuto nelle incombenze dei figli o dell’assistenza a parenti anziani, mentre l’azienda potrà contare su personale più efficiente e più soddisfatto. Non va inoltre sottovalutato il risparmio per le famiglie che in questo modo possono usufruire di servizi necessari a condizioni di enorme vantaggio, partecipando in qualche caso con un minimo contributo. Sono quindi orgoglioso di presentare oggi queste sette realtà che, con grande dinamismo, hanno saputo cogliere le opportunità offerte dalla legge. Mi auguro che altri seguano questo prezioso esempio e si diffonda nella nostra provincia una spiccata attenzione verso i bisogni dei lavoratori”.
Consigliera Perini: “Le iniziative virtuose che presentiamo oggi meritano una grande visibilità affinché la strada intrapresa da queste aziende veronesi possa trasformarsi in una buona abitudine per tutto il nostro territorio. Inoltre, si dimostra come sia a portata di mano la collaborazione tra titolari, dipendenti e sindacati quando c’è in palio un maggiore benessere per tutti”.
Altromercato/ Cherubini: “Abbiano cercato di dare risposta alle esigenze dei nostri dipendenti creando un servizio di baby sitting, la presenza costante di un coordinatore work-family che svolga piccole mansioni e la convenzione con supermercati e lavanderie per le consegne in azienda. In questo modo il tempo libero è davvero tale”.
ULSS 21 Legnago/ Romano: “Nella nostra azienda la maggioranza dei dipendenti è di donne per questo gli interventi sono incentrati ad aiutare le mamme con il telelavoro, di cui attualmente usufruiscono 12 dipendenti. Abbiamo inoltre predisposto un centro estivo per bambini e un servizio di doposcuola”.
Riello/Potenza: “Abbiamo tenuto conto delle diverse espressioni territoriali: per questo abbiamo varato progetti diversi a seconda del dislocamento dell’azienda a Legnago, Padova, Lecco. Particolare attenzione è rivolta al rientro post-congedo nei casi di lunghe assenze, che può avvenire tramite telelavoro e corsi di formazione. Forniamo inoltre il trasporto per i familiari anziani presso le case di cura”.
FIM/CISL/Nobis: “Il sindacato ha collaborato con i vertici di Riello Group nella stesura del loro piano di conciliazione. Posso dunque testimoniare che, se c’è la volontà da tutte le parti di migliorare il benessere aziendale, è possibile concretizzare progetti vantaggiosi”.
Mag/Giacomazzi: “La nostra struttura è composta da 12 donne e un uomo: il miglioramento della conciliazione vita-lavoro ci tocca quindi da vicino. Già da qualche anno abbiamo avviato un progetto dal nome “Il doppio sì delle donne”, che permette alle nostre dipendenti di non dover rinunciare al proprio lavoro né alla gioia della maternità”.
Forum/Gualandris: “La nostra è una piccola azienda composta da 12 dipendenti per lo più giovani. Le proposte di aiuto riguardano innanzitutto la flessibilità, sia dell’orario sia del luogo da cui si lavora, grazie al telelavoro. Abbiamo introdotto inoltre un esperto fiscale che svolge consulenze in ufficio, facendo così risparmiare tempo. Tutte queste iniziative sono state ben accolte dai dipendenti e hanno reso da subito il clima aziendale più informale”.
Azienda Ospedaliera/ Spallino: “L’azienda ospedaliera impiega circa 5.000 dipendenti, molti dei quali svolgono turni anche nelle ore notturne. Le richieste di miglioramento sono molte e per questo abbiamo aperto da anni un centro estivo per ragazzi e abbiamo in programma un baby-parking all’interno dell’ospedale di Borgo Trento. C’è infine un servizio di ‘maggiordomo aziendale’, che svolge piccole commissioni come la spesa al supermercato”.
Azalea/ Turrini: “Il nostro progetto di conciliazione si chiama ‘Tempo per le relazioni sociali’ e prevede aiuti concreti al 30% dei nostri dipendenti che ha dei bambini da crescere. Offriamo un servizio di baby sitting sia a domicilio che al lavoro, un taxi dei bambini, per ovviare ai contrattempi lavorativi dei genitori, e un servizio di fattorino aziendale”.
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