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Ultimi appuntamenti della rassegna “Per non dimenticare l’altra platea”

di admin
Incontri nel cercere di Montorio dedicati alla musica, al cinema e al teatro.

Si avvia alla conclusione la rassegna “Per non dimenticare l’altra platea”, ciclo di incontri riservato alle persone detenute, dedicato alla musica, al cinema e al teatro. La manifestazione, inaugurata il 23 luglio scorso, è organizzata dal Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Verona Margherita Forestan, dal direttore della Casa circondariale Antonio Fullone, dalla dirigente dell’area pedagogica Enrichetta Ribezzi, in collaborazione con Paola Tacchella e Dannia Pavan di MicroCosmo. Il calendario degli ultimi appuntamenti prevede per il 3 settembre l’esibizione degli “Ape Regina”; il 10 Ascanio Celestini; il 17 Giuseppe Zambon e Maria Grazia De Marchi ; il 24 “Una Vez Trio” e l’1 ottobre la “Beghini Blues Band”. Nei mesi di luglio e agosto, gli appuntamenti della rassegna sono stati animati da “Gli Spartiti”,”Bono Vox”, “Rock in progress”, “Luca Donini Trio”, “Stray Bullets”, Alessandro Anderloni, Antonella Anghinoni, Rita Colantonio, Andrea De Manincor e Sabrina Modenini. “Desidero ringraziare quanti hanno collaborato per la buona riuscita della rassegna – dice il Garante dei detenuti Margherita Forestan- che anche in questa edizione ha visto una partecipazione attiva da parte di tutti. Estremamente positivo e molto apprezzato il coinvolgimento di alcune persone detenute nella giuria del XVII° Film Festival della Lessinia –conclude Forestan- un’esperienza importante che le ha rese partecipi di un’iniziativa culturale internazionale sulla montagna, facendole sentire parte integrante della società”. Il premio speciale della giuria della Casa Circondariale di Montorio è stato assegnato al film “Vertige d’une rencontre” di Jean-Michel Bertrand” con la seguente motivazione: “La completa immersione nella natura restituisce il senso di libertà e consola. La mancanza di storia e di vicende problematiche, tanto presenti nelle storie di vita di molti detenuti, dà respiro. È una metafora del carcere: la società, come mamma aquila, cura i piccoli preparandoli a spiccare il volo, e noi a riconquistare la libertà. La vertigine è legata alla realizzazione del sogno di bambino: è possibile, basta non perderlo mai di vista”.  

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