Mercoledì 25 maggio il Circolo dei Lettori di Verona e la Società Letteraria ricordano il poeta polacco Czeslaw Milosz
di adminCon una conferenza-reading a cura di Maciej Bielawski, teologo, scrittore e traduttore nonché amico del grande poeta e saggista polacco, ripercorreremo la biografia e leggeremo alcune fra le più significative poesie del Premio Nobel. Leggono Sandra Ceriani, Stefano di Simone, Flavia Passerini, Margherita Sciarretta, Matteo Spiazzi (Circolo Lettori Verona) Czeslaw Milosz, poeta e saggista polacco, figlio di Aleksander Milosz, ingegnere civile e di Weronica, nata Kuna, frequenta le scuole superiori e l’università a Vilnius, in Lituania. Cofondatore del gruppo letterario "Zagary", fa il suo debutto nel 1930 con due volumi di poesia. Lavora per la radio polacca e continua il proprio percorso creativo seguendo con attenzione i fatti che affliggeranno la Polonia, stretta tra le rivendicazioni di Germania e Russia. Passa la maggior parte della guerra a Varsavia lavorando per la stampa underground. Dopo la guerra, diventa addetto culturale all’ambasciata polacca a Washington e successivamente a Parigi, nel 1951. Fortemente critico rispetto alla condotta governativa e al clima culturale imposto da un’élite politica ed intellettuale formatasi a Mosca, non esita a manifestare il proprio scetticismo sulle prospettive del socialismo reale. In seguito alla rottura con il partito comunista, chiede asilo politico in Francia, per trasferirsi successivamente negli Stati Uniti. A contatto con il clima culturale fervente di Berkeley California, dove insegna letteratura polacca, continua la propria opera poetica dedicandosi parallelamente all’attività di traduzione, cruciale per la diffusione della poesia polacca in ambito anglo-americano e successivamente europeo. Nel 1980 gli è stato conferito il Premio Nobel per la letteratura con la motivazione: "A chi, con voce lungimirante e senza compromessi, ha esposto la condizione dell’uomo in un mondo di duri conflitti". Nello stesso anno, gli operai di Solidarnosc trascrivono brani di una sua poesia ai piedi di un monumento dedicato ai lavoratori uccisi dalla polizia di partito durante gli scioperi di contestazione. Nel 1993 ha ricevuto il Premio Grinzane Cavour. Sebbene il Premio Nobel l’ abbia segnalato nel 1980, Milosz è uno scrittore poco conosciuto in Italia. Quasi nessuno ha letto i suoi ammirevoli libri di prosa: La mente prigioniera, La mia Europa, La terra di Ulro (pubblicati da Adelphi), e non molti le Poesie, tradotte da Pietro Marchesani. Fra i suoi ultimi, bellissimi libri: Il cagnolino lungo la strada (Adelphi, a cura di Andrea Ceccherelli,) e Abbecedario (Adelphi, a cura di Andrea Ceccherelli).
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