Tracce di diossina nella anguille del Lago di Garda
di admin“Occorre fare alcune precisazioni sulla questione delle tracce di diossina rinvenute nelle anguille sul Lago di Garda. Cominciamo dai compiti: tocca alla Regione provvedere al divieto di consumo e commercializzazione. Questa ordinanza riguarda l’ambito di tutela sanitaria e pertanto non compete alla Provincia. Tutta la fase delle analisi è stata dunque condotta dagli organismi sanitari su coordinamento del ministero della Salute, con un particolare impegno del sottosegretario Francesca Martini che ringrazio per la puntuale attenzione che ha riservato al problema. Insieme con lei si sono attivate le Regioni del Veneto e la Lombardia.
La seconda precisazione riguarda il ruolo della Provincia, come ente locale a diretto contatto del territorio. Un compito che abbiamo svolto con tempestività, tanto è vero che l’intero problema è emerso perché i tecnici provinciali hanno chiesto all’Ulss 22 di fare le analisi nello scorso novembre. E’ quindi merito nostro se l’allerta sulle anguille è stata subito affrontata e non si amplificata.
In terzo luogo, ricordo allora a chi in malafede attacca la Provincia di ripassarsi le competenze dei singoli enti. E’ stato su segnalazione della Provincia se si è avviato subito un tavolo tecnico con le autorità sanitarie, che ha portato a questa decisione e a tutto questo complesso e completo piano di monitoraggio. Il disco rosso lo abbiamo fatto scattare noi, per questo il consigliere Vincenzo D’Arienzo farebbe bene a complimentarsi con la Provincia e con i nostri tecnici in particolare per la solerzia e la competenza con cui si sono mossi.
Invito pertanto D’Arienzo, che ultimamente grida un po’ troppo spesso alla luna, di prendersi un periodo di riposo, possibilmente lontano dal Lago di Garda che non ha bisogno di untori e nemmeno di demagogia da quattro soldi”.
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