Metà della popolazione veneta teme una calamità

di admin
La Regione e l'Università di Padova premiano il Consorzio di Bonifica Veronese che partecipa alla rete di stazioni satellitari di monitoraggio, strumento di prevenzione fondamentale per la sicurezza sul territorio

La popolazione veneta e il territorio
 
L’urbanizzazione e la cementificazione sono tra le prime tre emergenze del Paese 64%
convive con il timore che si verifichi una calamità naturale 48%
chi ha subito una calamità ritiene che si potesse evitare 80%
fondamentale rafforzare gli argini dei fiumi 38%
ruolo importante dei consorzi di bonifica per limitare i danni dei fenomeni alluvionali 98%
consorzi protagonisti nel riportare in sicurezza idrogeologica i territori colpiti 64,00%
Fonte: Indagine SWG-Anbi, gennaio 2011
Un attestato di eccellenza per il monitoraggio del territorio, proprio mentre un’indagine Sgw-Anbi segnala come metà della popolazione veneta conviva con il timore di una calamità. E’ quello che il Consorzio di Bonifica Veronese riceverà il prossimo 21 febbraio dalla regione Veneto e dall’Università di Padova per l’aver messo a disposizione le sue due stazioni Gps per il progetto "rete di stazioni permanenti del Veneto".
"Il Consorzio utilizza le due stazioni Gps per effettuare le rilevazioni topografiche necessarie all’esecuzione degli interventi sul territorio e per monitorare eventuali variazioni o modifiche delle proprie strutture – spiega il Presidente, Antonio Tomezzoli, che riceverà l’attestato di eccellenza dalle mani del rettore dell’università di padova e dall’assessore regionale alle politiche del territorio, Marino Zorzato – ma assieme a tutti gli altri nodi della rete possono rappresentare un efficace sistema di monitoraggio del territorio e della sua morfologia".
Un problema più che mai attuale, a maggior ragione oggi che l’Associazione Nazionale delle Bonifica Italiana, Anbi, presenta il piano di interventi non procrastinabili per la messa in sicurezza del territorio italiano.
"Ogni regione ormai ha le sue ferite: il Veneto paga una decennale disattenzione allo sviluppo sul territorio – commenta Tomezzoli – servono 17 miliardi di euro di interventi per il centro nord, almeno 5 nella nostra regione: ad oggi sono 575 i progetti da realizzare in primis, individuati dai dieci consorzi, per un investimento complessivo di oltre un miliardo e mezzo di euro. Cifre significative, purtroppo non del tutto stanziate, a discapito dellla sicurezza della popolazione".
E’ proprio la popolazione veneta, infatti, a dirsi tra le più preoccupate in Italia per la deriva che sta prendendo il rischio idrogeologico, come risulta dall’indagine condotta da Swg per Anbi, lo scorso mese, sulla percezione del “rischio territorio”.
Il 64% degli abitanti regionali, infatti, individua l’urbanizzazione e la cementificazione tra le prime tre emergenze del Paese. Addirittura quasi la metà della popolazione convive con il timore che si possa verificare una calamità naturale: “tragedia come il Vajont e quella recentissima dell’alluvione di Ognissanti sono impresse ormai nella memoria collettiva” commenta Tomezzoli. Tanto che il 38% dei veneti intervistati ha dichiarato come sia fondamentale rafforzare gli argini dei fiumi. Ben il 98% individua poi nei dieci Consorzi di Bonifica i custodi del territorio: coloro che possono agire in modo importante per contenere e prevenire i danni di eventi alluvionali. E per il 64% sono proprio i Consorzi i protagonisti della rimessa in sicurezza idrogeologica dei territori colpiti.
“Una responsabilità importante che ci assumiamo, in silenzio, da anni – aggiunge il direttore generale del Consorzio di Bonifica Veronese, Roberto Bin – ma che va equamente suddivisa tra tutti gli enti e le istituzioni preposti alla programmazione dello sviluppo. Abbiamo imparato che non si può costruire senza un adeguato piano di scolo delle acque, ora mettiamo in pratica la lezione e soprattutto individuiamo le risorse, per metterla in pratica”. La rete di stazioni Gps potrebbe rappresentare un valido strumento per monitorare le aree maggiormente a rischio, se ne parla nel convegno che si terrà il prossimo 21 febbraio a Padova nel convegno "L’infrastruttura Dati Territoriali: una rete di servizi per il territorio".

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