In Cattolica il Presidente dell’Inps spiega le pensioni
di adminIl sistema previdenziale italiano è stato oggetto di una lunga serie di riforme dal 1992 ad oggi, l’ultima delle quali risale all’agosto 2010 (riforma Sacconi). La riforma, come ha spiegato il presidente INPS Antonio Mastrapasqua, è una riforma strutturale, che mira ad adeguare l’aspettativa di vita con l’età pensionistica. Questo obbiettivo era presente fin dalla prima riforma del 1992, ma si è potuto realizzare solo in modo graduale.
Uno dei nodi problematici nel settore previdenziale, e per questo affrontato nel convegno, è da sempre costituito dalla forbice esistente tra lavoro maschile e lavoro femminile: gli uomini infatti godono di una pensione costituita per l’80% da anzianità e il 20% da vecchiaia, mentre per le donne la proporzione si inverte. La forbice attuale tra uomo-donna è attualmente calcolata in 8 mesi, il che significa che se le donne andassero in pensione a 65 anni, in realtà sarebbe come se vi andassero con tre anni di ritardo rispetto agli uomini.
Eppure, la riforma attuale è stata salutata in modo positivo dal presidente INPS Antonio Mastrapasqua, in quanto si calcola che dovrebbe far risparmiare 80 miliardi di euro nei prossimi 30 anni. Inoltre, era necessario procedere all’adeguamento dei dati sull’età pensionistica con l’aspettativa di vita, che si è nel corso degli anni notevolmente allungata. Inoltre, è stato necessario prendere in considerazione ulteriori dati, come illustrato dal professor Sartor, ordinario presso la facoltà di Economia dell’Università di Verona. Negli ultimi quindici anni, infatti, la crescita economica italiana è stata quasi assente, a causa di una serie di fattori quali l’allungamento della vita ed il complessivo miglioramento della salute, la diminuzione della fecondità, l’inversione dei flussi migratori. Questa situazione ha portato, dal 1860 ad oggi, ad un progressivo aumento della proporzione tra anziani e giovani, oggi calcolata in circa 6/7 anziani ogni 10 giovani che lavorano.
Nemmeno l’immigrazione risolverebbe i problemi, in quanto ci sarebbe bisogno di un flusso migratorio sempre crescente, mentre ciò non accade perché anche i lavoratori immigrati prima o poi maturano i diritti alla pensione, al pari dei lavoratori italiani.
Comunque, il Commissario europeo Rehn ha valutato la riforma Sacconi, insieme a quella svedese, come una delle migliori.
Inoltre, come illustrato dal presidente Mastrapasqua, il bilancio INPS è positivo (circa 57 miliardi l’anno, 40 miliardi come patrimonio netto) e costituisce una quota consistente del welfare italiano (circa 24/25% del PIL nazionale).
Ciò di cui si avverte l’esigenza è la diffusione di una cultura previdenziale, come è stato fatto presente dal vice-presidente di Cattolica Mazzoli. Nel settore assicurativo, la previdenza costituisce da sempre un problema sentito, tanto che, come ricordato dall’ad di Cattolica Mazzucchelli, Cattolica è stata tra le prime a creare una compagnia specializzata nella previdenza: il gruppo “Cattolica Previdenza”. Come illustrato dal dottor Cristiano, presidente del gruppo, gli italiani risulterebbero secondi ad Hong Kong nella preoccupazione dei rischi della vita e, nonostante ciò, non appaiono ancora orientati verso un approccio privatistico di pensioni. Ciò sarebbe principalmente dovuto ad una scarsa informazione, cui mira di sopperire il gruppo Cattolica Previdenza, creato per fornire una consulenza professionale per il futuro di persone, famiglie e imprese.
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