I politici: dopo 150 anni festeggiano lo sfascio dell’Italia?
di adminDopo 150 anni di unità, due guerre mondiali, molti politici non si rendono conto che si va verso un lento dissolvimento dello Stato dopo aver bruciato anche l’idea dell’Europa dei popoli. Berlusconi, uno dei pochi che potrebbe dare una "sistemata" all’Italia è troppo impegnato a difendere i suoi problemi personali, ed i suoi seguaci troppo passivamente dietro, in fila. Fini che vuole un suo spazio futuro dato che lui ha 20 anni meno di Berlusconi e moralmente non può accettare la dissolutezza berlusconiana, Di Pietro che ha valori da vendere, ma pare più interessato a comprarsi il consenso dei magistrati, mentre la gente comune incontra tutti i giorni il disastro di "Giustizia in Italia", che dimostra come la Magistratura nell’immediato, non sappia usare con equità il forte potere morale e operativo che ha. Con la sinistra, extra, oltre, rifondata, ecc, divisa su quasi tutto tranne che su un punto mandare a casa Berlusconi per tornare a tassare o far crescere lo statalismo burocratico. E l’UDC che da troppo tempo sta lontano dal potere per i loro gusti, gongola al solo pensiero che tra un po’ si prenderà tutta la torta e non le briciole che ora gli stanno offrendo. Rimane al Nord la Lega, che se vuol diventare forza costruttiva attraverso un serio federalismo che costringa i pubblici amministratori ad essere responsabilizzati direttamente dai loro amministrati, deve decidere di lasciar spazio a qualche testa pensante che voglia trovare quell’equilibrio nel federalismo solidale responsabile e non reagire sempre di pancia. Rimangono ancora sotto traccia ma dirompenti i movimenti on line organizzati da Grillo, che però assommano al massimo grado idee, pulizia, confusione, protesta, ecc, ecc, e dal cui crogiolo senz’altro nasceranno iniziative utili che dovranno però trovare lo spazio per crescere.
L’alternativa alle elezioni anticipate forse non c’è, ma la sensazione che si coglie è che se chi ci governa e i governati non hanno presente che delle nostre chiacchiere il mercato mondiale della finanza se ne frega, allora tutti quelli che chiedono soldi per restare a far niente o poco più, l’Italia sarà bollata come insolvente, non troveremo più risorse e chi ci rimetterà saranno, assieme a qualche ricco, i più deboli. Ma la storia insegna che se alla Regina Antonietta si tolgono le brioches, ella se ne duole, se al popolo togliete il pane, scoppia la rivoluzione, e allora invece che festeggiare l’unità d’Italia e gli sforzi eroici di molti che l’hanno costruita, assisteremo allo sfascio dell’Italia e al si salvi chi può! Per cui cari politici moderate i toni e ritornate a progettare un futuro per il nostro Paese.
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