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Una luce “verde” in fondo al tunnel della disoccupazione

di admin
I “Green Jobs” rappresentano una via d’uscita dalla crisi che coniuga l’incremento occupazionale con la tutela dell’ambiente.

Un Convegno internazionale proverà a far luce sull’effettiva portata. Tra i numerosi relatori l’ecologista indiana Vandana Shiva.
"Progettare, Lavorare, Pensare il futuro della Terra", questo il titolo del Convegno che si svolgerà a Milano nella giornata del 16 novembre 2010 presso l’Auditorium della Regione Lombardia organizzato dalla Fondazione Culturale di Banca Etica e dalla Fondazione Roberto Franceschi nell’ambito del progetto GJUSTI: Green Jobs, Università, Scuole, Territorio, Imprese.
Il concetto di Green Jobs viene coniato nel rapporto “Green Jobs: Towards decent work in a sustainable, low-carbon world” realizzato da due Agenzie delle Nazioni Unite: l’UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente) e l’OIL (Organizzazione internazionale del Lavoro).
Il rapporto analizza gli sbocchi di occupazione “verde” nell’agricoltura, nell’industria, nei servizi, nella P.A., confermando che – nonostante la crisi – si stanno aprendo grandi opportunità per i lavoratori in molti settori: dall’approvvigionamento energetico all’edilizia, dall’agricoltura ai mezzi di trasporto.
I Green Jobs comprendono nuovi tipi di professioni, ma anche il riadattamento delle competenze e delle attività tradizionali, inoltre possono derivare da una domanda nuova o essere indotti dalla variazione della catena di produzione.
Secondo le stime del Rapporto, già oggi l’offerta occupazionale, sia nel contesto urbano sia in quello rurale, può riguardare fino a 4 milioni di nuovi posti di lavoro nel mondo industrializzato e una cifra anche superiore nei Paesi in via di sviluppo. Il trend positivo è confermato anche dall’andamento degli investimenti: il mercato globale di prodotti e servizi per l’ambiente è destinato a raddoppiare, passando dagli attuali 1.370 miliardi di dollari l’anno a 2.740 miliardi entro il 2020. In Germania, ad esempio, l’investimento in tecnologie ambientali è quadruplicato e toccherà il 16% del totale della produzione industriale nel 2030, con un’occupazione che supererà quella delle grandi industrie delle macchine utensili e dell’auto. Un ulteriore indicatore è dato dai flussi di venture capitals: negli Stati Uniti le tecnologie pulite rappresentano il terzo maggiore settore e in Cina tali investimenti sono più che raddoppiato e rappresenta il 19% del totale degli investimenti.
Nel 2010 l’eredità culturale del rapporto ONU è stata raccolta e fatta propria in Italia dalla Fondazione Culturale Responsabilità Etica Onlus e della Fondazione Roberto Franceschi Onlus.
Grazie al contributo concesso da Fondazione Cariplo i due Soggetti proponenti hanno avviato il progetto “GJUSTI: Green Jobs, Università Scuole Territorio Imprese” che è in corso nella Zona 9 di Milano e nell’Oltrepo’ Pavese e coinvolge tre Istituti Scolastici di istruzione secondaria, l’Università Bicocca di Milano, l’Università degli Studi di Pavia, il sindacato, il mondo imprenditoriale, la Pubblica Amministrazione.

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