Eleganza e concretezza contro questuanti e lamentosi.

di admin
L’incontro di qualche giorno fa con il nuovo AD di Unicredit, GHIZZONI, in Provincia con i rappresentanti della categorie economiche voluto ed organizzato del presidente Miozzi, ha mostrato la bassa qualità degli interventi da parte di molte delle categorie presenti.

Molti dei presenti  si sono dimenticati che per superare la crisi  fanno fatte delle richieste concrete non accuse vaghe generiche al limite del qualunquismo. Forse  pochi si sono accorti  che  occorre  tirare su le maniche e lavorare sodo, senza fronzoli  e senza tante fisime, su cosa fa quello e cosa fa quell’altro e senza  chiedere allo Stato. Se succede questo da noi  figurarsi  in altre regioni! A nostro parere emergeva grande ignoranza nell’affrontare i temi e pochi tra i presenti che  sono intervenuti, a   parte il Presidente della CCIAA  di Verona , ha  voluto o saputo  affrontare con concretezza gli aspetti  più spinosi.  Il prof. Bianchi oltre a lanciare tre sfide  per lo sviluppo  ha richiamato l’attenzione dei presenti sull’assenza   dell’UNIVERSITà. Le voci  più appassionate apparivano come    questuanti  fuori  dalla porta della chiesa, altri hanno lanciato critiche, qualcuno  ha preso atto delle dichiarazioni   che in Unicredito  è cambiata la strategia e  che , non fidandosi, attenderà di vedere come  e quando  si  svilupperà questo  nuovo corso. Qualcuno ha scagliato pesanti accuse agli enti  partecipati del Comune, citando due casi AGSM e Consorzio ZAI,  lamentandosi della cattiva capacità gestionale e di pareggiare i  bilanci a scapito  del Comune.  La parte politica, accusata  con un qualunquismo strisciante,  era rappresentata dal  sottosegretario Giorgetti che ha cercato di salvare la parte rappresentata. Oltre a rivendicare qualche iniziativa  costruttiva del Governo ( ma  cosa ci sta a fare uno al governo se non per governare?) nulla di più,  di fatto  si trincerava dietro il blocco  della spesa  pubblica, dicendo  agli enti  locali di  dimenticarsi di poter spendere  gli avanzi di  bilancio e citando il caso dell’Inail  che avrebbe circa 13 mld di euro da investire  in  infrastrutture, ed invece non può spendere. Nel contempo dicendo di non prendersela con  l’Europa che altrimenti gli scenari ipotizzabili sarebbero “ BOH, non so!”
Ovviamente  la banca era  nell’occhio del ciclone, anche se con  eleganza, ma il  nuovo Ad dopo aver rintuzzato  molte domande  maliziose dei giornalisti sugli aspetti  gestionali di vertice, ha lasciato  tutti   dicendo che  anche il sistema bancario  è un malato, che però loro stanno facendo la loro  parte. Ha ricordato che a livello di sistema sono ben 40 i mld accantonati  per far fronte  ai problemi dei milioni di clienti e che sono circa 3 milioni  i clienti  che hanno usufruito  della sospensione parziale  o totale del mutuo.   Come a dire , “ragazzi noi stiamo  facendo la nostra parte” E’ ovvio che sono  altre le colpe di cui  deve farsi a carico il sistema bancario ma queste non sono state  elevate. Quello che ha colpito invece  è che Ghizzoni  ha detto, rischiando di  suscitare l’ilarità dei questuanti  presenti, che sono stati spiazzati “ Signori, vi parrà strano  mala crisi è finita, la crisi come è sta concepita  dal 2008 ad oggi non c’è più, invece  c’è un’altra situazione e un altro livello di attenzione. Cambiamo modo di ragionare o saremo schiacciati. Ad una domanda precisa poi del nostro giornale  sulla Green Economy ci ha fatto piacere sapere che Unicredit  è la prima realtà bancaria esposta in questo settore. La cosa ci ha fatto piacere ma abbiamo osservato che oggi le polemiche sulla vera Green Economy di cui si profila una specie di bolla nei prossimi anni, vertono sul fatto che  molti dei soldi  così definiti in realtà vanno verso energie  che poco hanno  a che fare con  il concetto di Green, e molto di  old Business.  Abbiamo detto che l’avremo incalzato, ha risposto che sarà  una delle sue attenzioni per il futuro.

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