Bullismo e disagio scolastico
di adminOggi, nella Sala Rossa del Palazzo Scaligero, l’assessore provinciale all’Istruzione Marco Luciani ha presentato il bilancio delle attività di prevenzione sul bullismo e il disagio sociale svolte dai Centri di Informazione e Consulenza (C.I.C.) dell’Ulss 20 e dallo Sportello d’ascolto sul bullismo presso l’Ufficio Scolastico territoriale-UST di Verona.
Erano presenti: il Coordinatore Unità di Prevenzione dell’Ulss 20, Doriano Dal Cengio; la psicologa del Punto d’Ascolto Provinciale sul Disagio Scolastico e il Bullismo dell’UST di Verona, Giuliana Guadagnini.
Sono due gli strumenti presenti nel territorio veronese per fronteggiare le problematiche degli studenti durante il loro percorso scolastico e nella crescita personale:
presso l’Ust è attivo il Punto d’Ascolto Provinciale sul Disagio Scolastico e sul Bullismo, un servizio a disposizione delle scuole di ogni ordine e grado specializzato nell’affrontare situazioni di bullismo;
i C.I.C., Centri di Informazione e Consulenza, presenti nelle scuole superiori dell’ULSS 20, nei quali gli studenti possono ricevere ascolto e consulenza psicologica sulle loro problematiche personali, familiari e scolastiche, oltre ad un supporto per la lotta alle dipendenze.
Durante l’a.s. 2009/2010, il Punto d’Ascolto dell’Ust ha svolto attività sul bullismo, individuandone diverse tipologie:
47% sono gli episodi di bullismo “sommerso”;
38% sono gli episodi di cyberbullismo;
11% situazioni che vedono coinvolta la classe;
6% i comportamenti vissuti come violenti;
4% le limitazioni della libertà personale.
Gli episodi sono stati riferiti da diversi soggetti: 58% genitori, 35% docenti, il 5% presidi.
Luciani/Assessore: “L’impegno degli operatori dei CIC e del Punto d’Ascolto dell’UST testimonia la grande attenzione delle istituzioni veronesi verso queste problematiche. Un impegno a cui la Provincia non intende sottrarsi visto che si tratta di tematiche rilevanti nella crescita dei nostri ragazzi. La conoscenza e l’approfondimento di tali argomenti possono permettere di realizzare interventi mirati e trovare così soluzioni efficaci. In particolare i C.I.C., nati per combattere l’uso di sostanze stupefacenti e la dipendenza dall’alcol, negli ultimi anni stanno lavorando sempre di più e affrontano tantissime situazioni di disagio. Mi sembra interessante rilevare che negli ultimi anni è aumentato sensibilmente il numero dei maschi che ricorrono alla consulenza dei CIC, mentre in passato erano soprattutto le ragazze ad utilizzarli”.
Guadagnini/psicologa: “Il fenomeno del bullismo, purtroppo, è in crescita, a partire da quello perpetrato tramite Internet e i Social Network fino alla violenza fisica. Fortunatamente se ne parla sempre di più e meglio. Anche il nostro Punto d’Ascolto, che ha sede all’interno dell’UST, è sempre più impegnato in attività su tutto il territorio. Noi raccogliamo segnalazioni dalle scuole, effettuate dagli insegnanti e dai presidi che riscontrano casi di bullismo conclamati. Quando interveniamo identifichiamo la situazione, individuiamo le possibili soluzioni e, nei casi di violenza fisica, cooperiamo con le forze dell’ordine in base a specifici protocolli d’intesa”.
Dal Cengio/C.I.C.: “I C.I.C. sono stati istituiti nel 1990 nell’ambito della legge-quadro della lotta alle dipendenze. A Verona sono partiti nel ’93, e nel 2001 si è deciso di ampliare il servizio estendendo la consulenza anche a genitori e insegnanti. Il loro utilizzo si sta sempre più ampliando e, ultimamente, stanno emergendo disagi adolescenziali come l’ansia da prestazione scolastica, che può assumere forme anche molto gravi. Ci sono inoltre le difficoltà relazionali, i problemi familiari dovuti a maltrattamenti o separazioni, e difficoltà nel gestire le proprie emozioni. Negli ultimi anni stiamo registrando una forte crescita dell’autolesionismo, che sembra stia diventando un modo di comunicare tra ragazzi. Si tratta di un fenomeno da tenere sotto stretta osservazione per evitare che certi comportamenti portino a conseguenze più gravi. Noi operiamo nelle scuole superiori ma, per offrire un servizio migliore di prevenzione e aiuto riteniamo che sarebbe opportuno aprire questi sportelli anche nelle scuole medie”.
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