Grande Avetrana, una morta tanto turismo!

di admin
Ci sono giornalisti e programmi televisivi che vivono da settimane sul caso della ragazza uccisa ad Avetrana. Gente colta e preparata che da mesi si accanisce su scampoli di notizie per avere uno scoop.

Gente che viola regolamenti giudiziari per poter offrire al pubblico, elementi più veri e sempre più scabrosi. Una folta platea di persone, giornali e giornalisti, conduttori e programmi che scavando su un fatto vero drammatico e tragico colpiscono le coscienze di ognuno di noi da una parte,  guadagnandoci professionalmente dall’altra.
Tutta questa pressione mediatica, alla ricerca della comprensione all’ennesima potenza spinge la gente a capire cosa c’è di capibile anche se tra trasmissioni e commenti non ci si raccapezza più. Molte persone si recano ad Avetrana per visitare i luoghi del misfatto e respirare l’aria del delitto per comprendere al di là delle immagini riquadrate e scelte dai vari responsabili dei media quello che da mesi tutti stanno loro inculcando.
Ed ecco ineffabile come sempre l’altro lato della medaglia e del moralismo televisivo: i soliti guardoni! Il turismo nero! Le foto fatte davanti la casa del massacro, l’esserci per esistere! Poter raccontare ai vicini e ai pronipoti: “io, la, quella volta c’ero”. E magari c’è scappata una comparsata televisiva o radiofonica, magari si verrà immortalati su un filmino per you tube. A questo punto entra in scena il sindaco di Avetrana che blocca la starda di alcuni quartieri, ed allora i giornali che commentano:”Il sindaco blocca la strada”. Ma ci sta bene questa televisione che per avere uno share in più del concorrente e poter pagare di più i free lance e i conduttori continua a scavare dentro la notizia vendendo il mostro, i parenti del mostro, gli amici vicini e lontani come in una fiction.
Indagini giornalistiche o disprezzo dei valori imani? In mezzo a tanta confusione i media esagerano.

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