Ca’ del Bue: una ferita aperta!
di adminNate in tempi in cui la coscienza ecologista non riusciva ancora a significare appieno le proprie paure, vennero fermate a causa dell’ingordigia dell’uomo dalla legge. Un sequestro che non chiuse la ferita ma si limitò alla constatazione. Allora era una ferita nella coscienza dei cittadini per la corruzione che significò e che la magistratura, senza curarsi d’altro, accertò e sanzionò. Fortuna o sfortuna, quel fermo giudiziario, che convertì miliardi e miliardi di vecchie lire in fumo, bruciando risorse dei veronesi, non uscì dalle rosse ciminiere ma consenti alla nostra comunità di non subire l’offesa di quei fumi micidiali che con scarsi controlli avrebbero impestato la già precaria situazione dell’aria nella nostra provincia.
Oggi di nuovo soldi contro salute. Soldi , che significano se ben gestiti: ricchezza, vita, benessere e progresso, anche sanitario, contro salute e vite umane. Decine sono gli anni trascorsi e ancora oggi una contrapposizione non sense pone i cittadini davanti al dilemma. Oggi dopo l’approvazione del nuovo piano la ferita si riapre. Sembra chiaro che, ormai, l’inceneritore , termovalorizzatore o come diavolo lo chiameranno per ottundere il vero, impattante, significato, sarà rimesso in funzione. Bene O male? Certo è che i rifiuti che non si vogliono gestire ricadono sulle nostre teste. Si è pensato a tutto o si è scelto il fuoco come scorciatoia per ignoranza e insipienza? Chi deve prendere una simile decisione ha un fardello pesante, ma dopo decenni una decisione va presa. La scelta va fatta e va difesa ma va anche adattata alle nuove tecnologie che forse non elimineranno del tutto i riflessi negativi ma almeno li conterranno entro limiti accettabili. Oggi se è stato dato il via tecnico dicendo che l’impatto è sostenibile dobbiamo credere mantenendo però alta l’attenzione. E chi ha assunto la decisione deve assumersene le responsabilità, prima ancora che politiche, morali civili sanitarie. E chi non vuole Ca’ del Bue e la discredita deve sapere che le risorse del pubblico non vanno gettate perché, tanto, sono del pubblico, e basta che io mela cavo, degli altri chi se ne frega. Alcuni cittadini, quelli che vivono più vicino, si sono subito allertati, subito mobilitati, spesso fornendo dati di parte e poco attendibili , ma di sicuro effetto mediatico sulle paure della gente. Se esiste una piuma la si fa passare per trave, se c’è il rischio di malattia , è un’ecatombe. Sono perplessità legittime quelle dei cittadini che vivono nei dintorni: Sono input che vanno attentamente monitorati, per distinguere quelli significativi da quelli pretestuosi.
Una democrazia deve però responsabilmente assumere decisioni e non piegarsi a gruppetti militanti organizzati, i quali devono accettare le scelte fatte con i crismi della legge.
Ma, detto questo, responsabilmente chi decide deve dare garanzie e esempi concreti. Si deve garantire che l’abbattimento dei fumi non sia un dato statistico, ma una assoluta certezza; va assicurato un equo indennizzo ai vicini che ne subiranno le conseguenze dopo aver già dato per la presenza di Ca’ Vecchia, altro disastro ambientale. L’esempio, invece, lo devono dare i dirigenti. Allora è bene che il Presidente dell’AGSM e il direttore Generale si trasferiscano gli uffici nella palazzina vicina alle ciminiere e dimostrino che li si può vivere e lavorare. La loro presenza in loco garantirà non solo i viciniori ma anche i veronesi, che vanno da Rivoli a Castagnaro, che le polveri e le nano particelle emesse sono in limiti accettabili.
In Evidenza
Confesercenti Verona: confermato Paolo Bissoli alla Presidenza

Assicurazioni agricole, nel 2025 danni per oltre 29 milioni

Mercato del lavoro: in Veneto crescita lenta nei primi mesi del 2026

Tra geopolitica e portafogli: il nuovo equilibrio tra banche, risparmi e investimenti

Carburanti, Confartigianato: «Taglio accise positivo, ma servono misure strutturali»

Geopolitica e filiere sotto stress: rincari e ritardi mettono sotto pressione le imprese tecnologiche

AI e imprese, a Verona il futuro è già presente: il 22 aprile l’EOS Future Summit 2026

Ex Ilva, Cioetto: «Segnale grave dal Senato, l’industria non può essere ignorata»

ITAS Mutua cresce nel 2025: volume d’affari a 1,5 miliardi e solvibilità al 261%





