Consorzio Veronese di Bonifica e Camera di Commercio di Verona insieme per una pianura più verde

di admin
Parte il progetto “ALA.ValliGrandi” che mira a piantumare con essenze di pregio almeno 500 ettari di Bassa Veronese.

I vantaggi ? Oltre 10 milioni di contributi comunitari, 80mila metri cubi di legname di pregio per i mobilieri della Bassa, una consistente riduzione della CO2 ed un notevole aumento della biodiversità.
Consorzio di Bonifica Veronese e Camera di Commercio di Verona presentano il progetto “ALA.ValliGrandi”, acronimo di Multiprogetto Arboricoltura da Legno e Ambiente: un progetto  da 120mila euro  volto a promuovere piantagioni di essenze di pregio, destinate al mobile d’arte veronese, in un’area a coltivazione intensiva. Ovvero coltivare noci ed altre essenze di pregio per poi rifornire l’artigianato locale, sfruttando oltre 10 milioni di contributi regionali potenzialmente impiegabili. Le aziende agricole interessate dal progetto sono almeno cinquemila, quelle incluse nella vasta pianura delle Valli Grandi Veronesi. Il progetto, cofinanziato dalla Camera di Commercio di Verona   e dal Consorzio Veronese di Bonifica, è stato presentato all’agriturismo Tre Rondini di Legnago, dove si trova una piantagione pilota di essenze pregiate, alla presenza del Presidente del Consorzio Veronese di Bonifica, Antonio Tomezzoli, del rappresentante della Camera di Commercio di Verona, Claudio Valente, del presidente della Sezione Legno-arredo di Confartigianato , Claudio Turazza e del proprietario dell’agriturismo Tre Rondini, Antonio Menghini.  
 “Il Multiprogetto ALA si prefigge – spiega il Presidente del Consorzio di Bonifica Veronese, Antonio Tomezzoli – di utilizzare piantagioni da legno a pieno campo e in filari per diversificare la produzione agricola, produrre energia rinnovabile a scala locale, fissare la CO2 atmosferica, qualificare il paesaggio, creare opportunità di lavoro, produrre materia prima autoctona, e non dell’est europeo, per il distretto del mobile d’arte e molto altro ancora. Da una lato si forniranno materie prime di qualità all’industria del mobile, dall’altro si migliora il reddito delle aziende agricole della zona. Tutto questo senza dimenticare il miglioramento dell’ambiente che avrà ricadute positive sulla qualità della vita della popolazione che potrà fruire degli spazi boschivi che si verranno a creare e respirerà un’aria migliore”.
Obiettivo del progetto è arrivare a “Quota 500!”, cioè almeno 500 ettari di piantagioni a pieno campo o lineari lungo i canali e i corsi d’acqua del territorio della bassa pianura veronese. Si potrà avere un ritorno di questo tipo:
un flusso economico superiore ai 10 milioni di euro solo di contributi comunitari;
produzione di oltre 80.000 metri cubi di legname di pregio per il distretto del mobile d’arte;
produzione di oltre 70.000 metri cubi di legno ad uso energetico
assorbimento di oltre 170.000 tonnellate di CO2 atmosferica
creazione nuove opportunità di lavoro;
aumento consistente della biodiversità vegetale e animale;
valorizzazione ambientale e paesaggistica
“Un’opera quindi, che rappresenta un vantaggio sia dal punto di vista ecologico che economico – precisa il Presidente della sezione Legno-arredoo di Confartigianato Verona,  Claudio  Turazza-. Si tratta di un progetto valido e molto utile per tutta la filiera che potrebbe finalmente permettere l’acquisto di legname di qualità direttamente dalle nostre zone e valorizzare il territorio delle Valli Grandi Veronesi. Una situazione funzionale per il comparto sia dal punto di vista dei costi che dell’utilizzo, che permetterebbe, in parte, di abbassare i prezzi di produzione non dovendo più importare il 100% del prodotto da Turchia, U.S.A e paesi europei, eliminando cosi i rincari dovuti al trasporto. Il problema, che potrebbe essere risolto con la produzione autoctona, è infatti quello della scarsa reperibilità in Italia di quantità sufficienti di legname pregiato come noce e ciliegio, senza contare l’aumento dell’ipotizzabile flusso economico, la creazione di occupazione e la valorizzazione ambientale e paesaggistica”.
Il ruolo del Consorzio sta nel fornire assistenza e supporto ai cinquemila . "Il progetto mira a dare maggiori opportunità di sviluppo e di reddito alle aziende – spiega il consigliere della CAmera di Commercio di Verona Paolo Valente – migliorando nel contempo la salubrità e la vivibilità dell’ambiente a tutto vantaggio della popolazione, per questo abbiamo finanziato con convinzione il progetto". Da  ottobre sarà in funzione uno sportello informativo per la consulenza tecnica e di sostenibilità economico-finanziaria rivolto agli operatori agricoli, ai tecnici, alle organizzazioni professionali (Coldiretti, Confagricoltura, CIA, ecc.) e alle amministrazioni locali. Seguiranno poi workshop e incontri informativi. Per gli aspetti tecnici, il Consorzio mette a disposizione un dottore agro-forestale che studierà i cicli di coltura più adatti per ottimizzare la produzione in impianti policiclici di essenze di qualità come noce, ciliegio, rovere, e di legna da ardere o destinata ad altri utilizzi, in modo da non immobilizzare l’investimento per anni come accadrebbe nel caso di impianti mono specifici.
Quanto alla sostenibilità economico-finanziaria, gli agricoltori possono contare sui contributi regionali sia per il mancato reddito (fino a 15 anni). Inoltre, come spiega  il Direttore Generale, Roberto Bin : “La Regione eroga contributi per la piantumazione della pianura, il tutto nell’ottica di una riforma economica ed ecologica, perché si possano creare un maggiore reddito per gli agricoltori del luogo, nuovi posti di lavoro, una nuova produzione autoctona e di alta qualità dell’artigianato locale e non ultimo una valorizzazione ambientale e paesaggistica grazie ad un consistente aumento della biodiversità vegetale e animale del luogo”.
“Confidiamo nella collaborazione delle organizzazioni sindacali del territorio per valorizzare ulteriormente questa opportunità. La promozione dell’arboricoltura da legno rappresenterà un investimento sicuramente più redditizio in tutte quelle aree attualmente dedicate alla sola produzione cerealicola, soggetta, come quest’anno, all’incognita inondazioni. Tali opportunità – conclude Tomezzoli – dovranno quindi essere tradotte, con un lavoro sinergico, ai soci dei vari sindacati”.
IL progetto si avvale del supporto tecnico-scientifico dell’Associazione per l’Arboricoltura Sostenibile per l’Economia e l’Ambiente (AALSEA) e dell’affiancamento specialistico della società COGEV.
Gli aspetti divulgativi del progetto saranno affidati alla “Compagnia delle Foreste”, società esperta in arboricoltura da legno, in comunicazione ambientale ed editrice della nota rivista Sherwood – Foreste e Alberi Oggi.

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