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Accordo Comuni – Consorzi di Bonifica, già una realtà a Verona

di admin
Numerosi gli interventi per ridare aree verdi ai cittadini e per contenere rischi idraulici in aree a rischio come la Statale 11 all'altezza di Sona.

“Di fatto, come Riuniti prima e come Consorzio Veronese ora – spiega Antonio Tomezzoli, Presidente del Consorzio Veronese di Bonifica – abbiamo portato e stiamo portando avanti numerosi progetti collaborazione con le amministrazioni locali: si tratta di accordi di programma cofinanziati, spesso con il contributo della Regione Veneto, per la progettazione, pianificazione e riqualificazione di aree urbane e non, nella provincia scaligera. Dalle risorgive di Povegliano, all’oasi naturalistica delle Vallette a Cerea. Ci siamo anche confrontati con una quarantina di amministratori locali sulla bozza del Piano Generale di Bonifica che l’assemblea del Consorzio approverà a fine mese”.
Il protocollo d’intesa prevede la collaborazione con i Comuni nella pianificazione dello sviluppo territoriale in modo compatibile con il sistema idraulico scolante, in modo da prevenire esondazioni dannose per i centri abitati, gli insediamenti produttivi e le attività agricole.
Una cooperazione che si estende anche agli aspetti di custodia, tutela e valorizzazione del territorio e il cui protocollo è stato firmato oggi a Roma da GIANNI ALEMANNO, Presidente Consiglio Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e Sindaco di Roma e da MASSIMO GARGANO, Presidente Anbi (Associazione Nazionale Bonifiche Irrigazioni) nel corso dell’annuale assemblea Anbi.
“Con questo accordo viene riconosciuto il ruolo di custodi del territorio e dell’acqua dei Consorzi – spiega Antonio Tomezzoli, Presidente del Consorzio Veronese di Bonifica, oggi a Roma con il direttore generale, Roberto Bin – Da aprile a settembre, lavoriamo nell’ombra, distribuendo l’acqua e monitorando costantemente il territorio – commenta Antonio Tomezzoli – presidente del Consorzio Veronese di Bonifica – ma come hanno dimostrato le piogge di metà giugno, il nostro territorio è fragile, basta poco e la preziosa risorsa che fa fruttare le coltivazioni e l’economia agricola scaligera si trasforma in una minaccia concreta. Ci si ricorda dell’acqua solo quando manca o quando esonda, ma si dimentica che è in grado di incrementare il valore produttivo dei campi dai cinquecento ai tremila euro ad ettaro, a seconda della coltivazione”.
Il Consorzio Veronese è intervenuto in numerose aree della Destra Adige, in collaborazione con le amministrazioni locali per “tappare alcune falle” del sistema idraulico scolante. “A Sant’Ambrogio stiamo sistemando il Rio Corgnano – afferma il direttore generale del Consorzio Veronese di Bonifica, Roberto Bin – ad esempio, ma anche a Sona, dove siamo intervenuti sul Progno dei Casottoni per far cessare lo scolo d’acqua sulla vicina Statale 11 quando piove in abbondanza, un rischio per la sicurezza delle auto di passaggio. Analogo intervento è stato effettuato a Castelnuovo, su un’arteria di intenso traffico, all’altezza della Località Paradiso. A Ronco all’Adige, poi, è stato spostato un tratto di un canale che tagliava il centro del paese con pesanti rilevanze igienico-sanitarie. Al suo posto è stato creato un percorso pedonale. Altro percorso ciclo-pedonale è stato realizzato ad Isola della Scala, interrando un tratto della Roggia Zenobria che poneva, anch’esso problemi di natura igienico-sanitaria”.

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