“La BCC di Quinto Vicentino festeggia i 30 anni di costituzione, approvando nella seduta di assemblea dei soci il bilancio 2009”

di admin
Trent’anni insieme.

Anniversario festeggiato da amministratori e dipendenti quello della Banca di Credito Cooperativo di Quinto Vicentino, che ha chiamato a raccolta i soci di oggi e quelli di allora per rinnovare lo slancio di quell’iniziativa.
Negli anni 70’ nel territorio di Quinto non c’erano sportelli bancari. L’unica possibilità di servire il territorio, le famiglie, le imprese era la costituzione di una Cassa Rurale ed Artigiana. Del comitato promotore facevano già parte Franco Forte e Addis Lorenzoni, ancor oggi in carica come Presidente e Vicepresidente, coadiuvati da Aldo Riboni, primo direttore dell’Istituto.
Costituita ufficialmente nel 1980, la banca iniziava ad operare in locali comunali concessi in affitto in un piccolo edificio adiacente alla palladiana Villa Thiene; la stessa che compare nell’effige della medaglia, coniata a ricordo del trentennale di costituzione. Oggi le filiali sono diventate otto, il territorio servito comprende 27 Comuni sia nella provincia di Vicenza, sia in quella di Padova e dal prossimo mese di agosto sarà aperto un nuovo sportello a Vicenza in località Anconetta.
Per la commemorazione del trentennale di fondazione, nel Teatro parrocchiale di Quinto, dove fu costituita, si sono ritrovati il Presidente Franco Forte e tutto il consiglio di amministrazione, il direttore generale Giorgio Sandini, il Presidente della Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo Amedeo Piva e il direttore generale Andrea Bologna, il Sindaco di Quinto Vicentino Valter Gasparotto e il Vescovo Emerito di Vicenza, Mons. Pietro Nonis, che ha tenuto una riflessione sul movimento del credito cooperativo.
Uno sviluppo improntato a criteri di prudenza e di sana gestione, nello spirito di operatività delle banche di credito cooperativo, oggi più che mai impegnate a dare sostegno concretamente alle imprese e alle famiglie del proprio territorio. Soprattutto in un periodo di difficoltà dei mercati.
Una banca, quella di Quinto Vicentino, ispirata ai valori della mutualità, della cooperazione, che in trent’anni di attività ha saputo instaurare un rapporto trasparente e di fiducia con soci e clienti. Soprattutto rispettando etica e sviluppo sostenibile della finanza, anche con progetti di microcredito etico e solidale in collaborazione con altre BCC della provincia e con la Caritas doicesana.
A proposito di cifre, con l’approvazione unanime dei soci è stato tra l’altro archiviato il bilancio d’esercizio  2009.
“Nonostante la crisi, i finanziamenti a sostegno del territorio e in special modo alle piccole e medie imprese, impegnate a superare il momento difficile e a mantenere i livelli occupazionali, sono aumentati del 15,50%- cometa il Presidente Forte-. Un dato che colloca la Banca di Quinto al primo posto in provincia di Vicenza per tasso di crescita nel comparto degli affidamenti ad imprese e famiglie”.
“Tra i numeri più importanti dello scorso esercizio – continua il direttore generale dell’Istituto Giorgio Sandini- da registrare l’aumento della raccolta diretta nella misura del 17,50%; di fatto anche in questo caso al primo posto in provincia tra le Banche di Credito Cooperativo per tasso di crescita. L’andamento dei crediti in sofferenza registra un incremento. In questo caso il rapporto con gli impieghi è del 2,70%, al di sotto comunque della media della Provincia e della Regione e in generale del sistema bancario. E’ in crescita il costo relativo al deterioramento del credito”.
La crisi economica e le nuove e più restrittive norme europee di bilancio imposte alle Banche da Basilea 2 hanno di fatto ridotto l’utile d’esercizio del 24,5% rispetto al 2008. Tuttavia anche per il 2009 la Banca ha svolto la propria funzione sociale, erogando contributi e sponsorizzazioni, nell’ambito del proprio territorio di competenza, per iniziative di carattere sociale, culturale e sportivo.
“Un bilancio in chiaro – scuro quello del 20092 sintetizza il Presidente.  Da una parte pone in evidenza  lo sforzo della Banca per garantire il credito ai propri soci e più in generale al territorio in cui opera, dall’altro risente della crisi che genera la contrazione significativa del margine di interesse: di qui la difficoltà a produrre utili e, di conseguenza, la criticità nell’aumento del patrimonio, che rimane però solido e stabile”.

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