A un anno dal decreto che ha dichiarato lo stalking reato

di admin
Ultimo appuntamento per il percorso formativo sul tema rivolto agli addetti ai lavori

Venerdì 14 maggio, ore 13.30 Venezia, Aula Magna Palazzo Artigianelli – Dorsoduro 909/A (vicinanze Accademia).
A poco più di un anno dall’entrata in vigore del decreto legge che finalmente dichiarava lo stalking reato anche nel nostro Paese, la Commissione regionale Pari opportunità del Veneto ha voluto proporre un momento di aggiornamento e di confronto sul tema. Un percorso rivolto ai soggetti impegnati nell’ambito della prevenzione e del contrasto allo stalking, che ha visto più di 300 iscritti, tra avvocati, magistrati, operatori dei servizi e delle forze dell’ordine, psicologi, assistenti sociali, componenti della Commissione regionale per le Pari opportunità e degli organismi di parità locali.
L’ultimo appuntamento è venerdì 14 maggio a Venezia (aula magna di Palazzo Artigianelli, Dorsoduro 909/A). Dopo il saluto introduttivo della presidente della Commissione Simonetta Tregnago, in programma gli interventi di Cristina Rapetti, dirigente delle volanti della Questura di Verona, Francesca Lauria, della sezione “Atti persecutori” del Reparto analisi criminologiche  dei carabinieri, Rita Corsa, psichiatra psicoanalista professore a contratto all’Università Bicocca di Milano, Carlotta Romagnoli, psicologa presidente della cooperativa Iside, Francesca Dragani, assistente sanitaria all’Asl di Trieste, Patrizia Marcuzzo, assistente sociale del centro antiviolenza di Venezia. Seguirà un momento di dibattito con il pubblico. A presiedere i lavori degli incontri è la professoressa Marina Bacciconi dell’Osservatorio Nazionale Violenza Domestica. L’incontro è pensato in particolare per gli operatori sanitari e dei centri antiviolenza e le componenti degli organismi di parità locali.
Il termine stalking deriva dal linguaggio venatorio “fare la posta”, e può essere tradotto in italiano con “molestie persistenti e rischiose”. Il decreto (n.11 del 23 febbraio 2009) è stato una conquista importante, perché prima della sua entrata in vigore la vittima di stalking poteva essere tutelata penalmente soltanto se tali atti costituivano altre fattispecie criminose come, ad esempio, la violenza privata, la minaccia o le molestie in luogo pubblico o per mezzo del telefono.

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