Cartiere di Cadidavid, corsa contro il tempo per richiedere la Cassa integrazione

di admin
Miozzi: “Chiederò al Prefetto di convocare in 48 ore la ICC e il liquidatore per capire la situazione, soprattutto perché la cassa integrazione è agli sgoccioli”.

Stamattina, al palazzo Scaligero, il presidente Giovanni Miozzi e l’assessore al Lavoro Fausto Sachetto hanno ricevuto la delegazione dei lavoratori della cartiera di Cadidavid, i rappresentanti delle sigle sindacali e l’azienda che si è aggiudicata lo stabilimento all’asta (Mbm). Mancavano all’incontro la ICC, la vecchia proprietà,  e il liquidatore.
L’incontro è servito per fare il punto della situazione e soprattutto per capire i tempi tecnici necessari per il subentro della nuova proprietà, con particolare attenzione alla cassa integrazione dei lavoratori che si concluderà per la fine di maggio. Il nuovo impasse che si è delineato riguarderebbe, secondo quanto dichiarato dal liquidatore, la lentezza con cui i Tribunali di Reggio Emilia e Verona stanno emettendo le sentenze relative ai due ricorsi presentati da ICC e Banca Intesa contro l’asta che ha aggiudicato l’acquisto ad Mbm. Il liquidatore giudiziale non ritiene, infatti, di poter procedere alla cessione dello stabilimento al nuovo acquirente fino a quando non ci saranno i pronunciamenti dei Tribunali.
I lavoratori dal canto loro sono preoccupati per il ritardo nell’inizio delle attività e per la concomitante scadenza della cassa integrazione. Su questo punto si sta valutando l’ipotesi di trasformare l’attuale cassa integrazione straordinaria in cassa integrazione ordinaria, in modo da non privare di reddito i 133 dipendenti. 
Per affrontare le due questioni, il tavolo di oggi si è concluso con la richiesta di un incontro tra Provincia e Prefettura per domani e con la convocazione da parte della Provincia della nuova proprietà e dei rappresentanti sindacali lunedì prossimo alle 14,30.
Giovanni Miozzi: “Chiederò al Prefetto di convocare con urgenza il liquidatore e la vecchia proprietà ICC per provare a dare una sferzata a una condizione che comincia a diventare per i lavoratori insopportabile. È fondamentale arrivare ad un accordo in tempi brevi, dal momento che già esiste un piano di investimenti che prevede un ritorno economico e nessun licenziamento e che prende in considerazione anche i problemi ambientali del sito. Quello che sta a cuore alla Provincia è tutelare il futuro dei 133 dipendenti (dei 135, due hanno trovato un’occupazione)”.
Fausto Sachetto: “Diamo per scontato che il piano industriale renda. L’atteggiamento del liquidatore non ci permette però di capire quanto tempo serve per chiudere i reclami pendenti. Non si può continuamente prendere tempo rispetto a qualche mese fa, quando l’accordo sembrava ormai imminente. Ricordiamo che sono 133 i lavoratori in cassa integrazione che attendono da mesi una soluzione e che costituiscono una riserva di professionalità che deve essere tutelata e riutilizzata nelle cartiere”.

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