“Agricoltura blu” – la via italiana a un’agricoltura sostenibile

di admin
Regole e obiettivi per salvare gli ecosistemi degradati.

Oggi, al Palazzo Scaligero, l’assessore all’Agricoltura Luigi Frigotto ha presentato la ricerca “Agricoltura blu” dell’Università di Teramo, promossa da Confagricoltura Verona e volta a migliorare la produttività nelle aree depresse, la qualità dell’acqua e a recuperare suoli ed ecosistemi degradati.
Erano presenti: Giuseppe Elias, presidente Aigacos (Associazione italiana per la gestione agronomica e conservativa del suolo); Michele Pisante, responsabile scientifico Aigacos; Paola Libanti, per la Facoltà dell’acqua e l’associazione Monastero del bene comune di Sezano; Anna Trettenero, presidente di Confagricoltura Venezia; Luigi Bassani, direttore di Confagricoltura Verona.
“Agricoltura blu” vuol dire incorporare carbonio organico nel suolo agrario e ridurre le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera. Questa procedura significa salvaguardia delle risorse naturali, riduzione del fabbisogno irriguo per le colture e, nel tempo, incremento della sostanza organica nel terreno, fertilità agronomica, riduzione dei fertilizzanti e degli agrofarmaci.
Alla luce di queste premesse, sono state definite nuove regole da adottare in agricoltura per sconfiggere l’inquinamento della terra e puntare sull’agricoltura del futuro, quella del carbonio. Si tratta di sole tre regole, semplici e razionali, che possono fare la differenza e costituiscono la base dell’Agricoltura blu:
semina diretta senza alcuna lavorazione del suolo;
avvicendamento delle colture;
copertura del suolo durante tutto l’arco dell’anno, con residui colturali e colture di copertura.
Troppo spesso, parlando di ambiente, si tralascia il suolo agrario: l’Aigacos (Associazione italiana per la gestione agronomica e conservativa del suolo), costituita nel 1998 e membro fondatore della Federazione europea di agricoltura conservativa (ECAF), è aperta a tutti gli operatori del settore che desiderano promuovere ricerche, sperimentazioni e divulgazione delle tecniche sostenibili di gestione del suolo. L’obiettivo è quello di creare un punto di aggregazione fra i diversi attori del panorama agricolo italiano e favorire lo scambio di informazioni e il trasferimento delle tecniche di conservazione.
Frigotto: “L’agricoltura blu rappresenta un sistema efficiente e sostenibile della moderna agricoltura vicina alle questioni ambientali e climatiche. La semina sul sodo, cioè a livello superficiale, permette di ridurre il consumo energetico e di carburante per i macchinari e di tutelare i terreni che vengono lavorati al minimo. La Regione del Veneto sostiene questo sistema e lo ha inserito nel piano di sviluppo rurale con l’intenzione di arrivare a 5000 ettari in tutta la regione. Anche noi come Provincia pensiamo che il risparmio dell’energia e dell’acqua siano importanti e lavoreremo quindi in tal senso”.
Pisante: “Siamo soddisfatti di promuovere l’agricoltura blu in una delle province più agricole d’Italia. I benefici di questo nuovo sistema di produzione, la via italiana dell’agricoltura conservativa, sono molteplici: permette di accumulare nel terreno l’anidride carbonica prodotta dalle aree metropolitane, mitigare gli effetti del cambiamento climatico ed elevare il contenuto di sostanza organica nel suolo, in abbinamento con una agricoltura efficiente e sostenibile a livello economico. I percorsi tecnici che caratterizzano l’Agricoltura Blu sono la semina diretta su terreno non lavorato o lavorato al minimo, senza bruciatura o interramento dei residui colturali. L’integrazione di questi principi favorisce condizioni ottimali per la funzionalità, un maggiore approfondimento ed un regolare approvvigionamento di acqua e di nutrienti”.
Libanti: “Siamo d’accordo con Aigacos sull’importanza del risparmio dell’acqua anche in ambito agroalimentare e siamo contenti che anche le istituzioni si muovano in tal senso. Conoscere l’impatto della produzione di cibo e fibre sulle risorse idriche è d’importanza strategica. L’installazione di tecnologie adeguate per il risparmio idrico e la responsabilizzazione nella scelta dei prodotti che si consumano  è un passo importante e decisivo”.

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