Figli che raccontano i padri

di admin
Terzo incontro sulla legalità venerdì 16 aprile alle 18 con Umberto Ambrosoli e Agnese Moro che presentato rispettivamente “Qualunque cosa succeda” e “Un uomo così” alla Fondazione Centro Studi Campostrini.

Terzo incontro del ciclo “La scuola e la città. In viaggio per conoscere la legalità. Libri e testimonianze” venerdì 16 aprile alle 18 con due figli illustri che raccontano lo straordinario impegno civile dei propri padri. Umberto Ambrosoli presenta il libro Qualunque cosa succeda, Sironi Editore, 2009, e Agnese Moro presenta Un uomo così. Ricordando mio padre, Rizzoli Editore, 2008, nella sala conferenze della Fondazione Centro Studi Campostrini di Verona in via Santa Maria in Organo, 4. Modera Pierpaolo Romani, collaboratore della fondazione scaligera, coordinatore nazionale di Avviso Pubblico. Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie e collaboratore del mensile Narcomafie e del portale Liberainformazione.
Qualunque cosa succeda è una citazione dalla lettera che Giorgio Ambrosoli scrive per la moglie Anna e che lei trova quasi per caso una mattina del febbraio 1975. «Qualunque cosa succeda tu sai cosa devi fare e sono certo saprai fare benissimo. Dovrai tu allevare i ragazzi e crescerli nel rispetto di quei valori nei quali abbiamo creduto». La storia la racconta a trent’anni di distanza il figlio Umberto, che ai tempi era bambino, sulla base di ricordi personali, familiari, di amici e collaboratori e attraverso le agende del padre, le carte processuali e alcuni filmati dell’archivio Rai. Sullo sfondo, la storia d’Italia in quel drammatico periodo. Umberto Ambrosoli è avvocato penalista e il terzo figlio di Giorgio, l’avvocato liquidatore della Banca privata italiana, ucciso a Milano nella notte fra l’11 e il 12 luglio 1979 da un sicario assoldato da Michele Sindona.
Un uomo così. Ricordando mio padre racconta Aldo Moro visto dalla figlia Agnese, in famiglia, in viaggio, contornato dagli onnipresenti giornali, con le sue preoccupazioni per il partito. Il Moro stratega, l’uomo pubblico ucciso dalle Brigate Rosse il 9 marzo 1978 è assente da queste pagine, sostituito da una figura di padre di famiglia ben più reale e commovente del ritratto convenzionale. Agnese Moro è socio-psicologa, ricercatrice di laboratorio di Scienze della cittadinanza e socia di Asdo, l’assemblea delle Donne per lo sviluppo e la lotta all’esclusione sociale. È impegnata nelle attività dell’accademia di studi storici Aldo Moro.
L’ultimo incontro è fissato:
Martedì 18 maggio alle 18: Salvatore Gibiino, Presidente Cooperativa Pio La Torre di S.Giuseppe Jato (Pa), e Dario Riccobono, associazione Addio pizzo (Pa), presentano il libro “Le mani in pasta”, Editrice Coop, insieme all’autore Carlo Barbieri.
L’evento è a ingresso gratuito ed è patrocinato dal Comune di Verona.

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