Jan Patočka, Che cos’è la fenomenologia? Movimento, mondo, corpo

di admin
In uscita nelle librerie il volume sulla fenomenologia di Jan Patočka pubblicato da Edizioni Fondazione Centro Studi Campostrini e curato da Giuseppe Di Salvatore.

“Un’antologia del filosofo più importante del XX secolo in Repubblica Ceca che vuole essere un testo di introduzione alla fenomenologia”. Queste sono le parole di presentazione del curatore Giuseppe Di Salvatore del testo Che cos’è la fenomenologia? Movimento, mondo, corpo pubblicato da Edizioni Fondazione Centro Studi Campostrini, con la postfazione di Renaud Barbaras. Il libro è disponibile nelle librerie e nella sede della fondazione in via Santa Maria in Organo, 4, a Verona.
La prima ampia raccolta antologica in lingua italiana dei principali lavori fenomenologici di Jan Patočka costituisce un percorso di lettura, che mette in mostra il legame tra la fenomenologia e la filosofia del movimento. Infatti, la scelta dei testi è diretta conseguenza di una tesi interpretativa forte rispetto alla fenomenologia di Patočka. Per Giuseppe Di Salvatore “la formulazione matura della fenomenologia patočkiana può essere compresa in tutta la sua portata solo a partire da una riflessione approfondita sulla nozione di movimento, quindi di corpo e di mondo, che egli opera con acute analisi fenomenologiche ma anche attingendo alla filosofia di Aristotele, per la nozione fisica e metafisica di movimento, o criticamente alla filosofia di Cartesio, per la nozione di soggettività”.
Protagonista di rilievo del panorama filosofico e politico del XX secolo, Patočka non fu solo l’eroico firmatario di Charta 77, iniziativa politica che ha gettato le basi dell’erosione definitiva della dittatura sovietica nell’allora Cecoslovacchia, ma fu prima di tutto l’allievo diretto di Husserl e il filosofo che, già a partire dagli anni ’30, ha operato una delle rielaborazioni più originali e pertinenti della fenomenologia. Ancora troppo poco conosciuto in Italia, il pensiero del filosofo ceco, che sofferse lunghi anni di isolamento culturale, brilla come uno dei più lucidi e globali del secolo scorso, anche per il rigore e la chiarezza della scrittura.
Jan Patočka (Turnov 1907 – Praga 1977) è considerato uno degli interpreti più originali del pensiero fenomenologico. Allievo di Husserl a Friburgo, amico di Eugen Fink e animatore, insieme a Ludwig Landgrebe del “Circolo filosofico di Praga”, Patočka ha elaborato un’analisi originale delle nozioni di movimento dell’esistenza e di mondo naturale. I suoi testi e il suo lavoro filosofico sono da alcuni anni al centro di un rinnovato interesse, in particolare in Germania, Austria, Francia, Belgio e Inghilterra.
Giuseppe Di Salvatore (1977) ha ottenuto nel 2007 un dottorato in filosofia all’Università di Roma “Tor Vergata” con una tesi sulle teorie dell’intenzionalità. Attualmente collabora all’Università di Ginevra. Per la collana Il Gallo di Asclepio ha curato e tradotto parte di Eugenio Coseriu, Il linguaggio e l’uomo attuale. Saggi di filosofia del linguaggio, 2007.

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