Voci veronesi dal Vinitaly, Valpolicella, promozione e analisi dei mercati: la strategia del Consorzio
di RedazioneAlla conclusione della 58ª edizione di Vinitaly, il Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella conferma il proprio impegno nella promozione internazionale, nella valorizzazione del brand territoriale e nell’analisi dei mercati per affrontare le sfide future del settore. Il presidente Christian Marchesini evidenzia come la denominazione, con le sue diverse tipologie, sia in grado di soddisfare un pubblico globale sempre più ampio, rafforzando il ruolo della Valpolicella come ambasciatrice della cultura enologica italiana.
Presidente, la cinquantottesima edizione di Vinitaly volge al termine: quali erano le aspettative alla vigilia e qual è il vostro bilancio finale?
Le aspettative erano molto alte. Abbiamo registrato una presenza estera leggermente inferiore, probabilmente a causa delle difficoltà di viaggio, soprattutto dal sud-est asiatico. Tuttavia, la presenza italiana è stata ottima, rappresentando un segnale positivo per un settore che ha bisogno di guardare al futuro con fiducia. Come Consorzio continueremo a investire nelle attività di promozione, ma riteniamo fondamentale disporre di dati accurati sui mercati per identificare con maggiore precisione i consumatori ideali delle denominazioni della Valpolicella, che sono cinque e capaci di soddisfare tutti gli amanti dei vini rossi.
Una delle principali sfide riguarda proprio la comprensione dell’evoluzione dei consumi. Le aziende sono compatte nel sostenere questa strategia di promozione?
C’è una forte volontà di affrontare queste sfide in modo unitario. Lo dimostra la partecipazione collettiva del Consorzio a Vinitaly 2026, dove le presenze sono aumentate di dieci unità, raggiungendo quota trenta, un numero considerevole. Tuttavia, ribadisco che l’elemento chiave resta l’analisi dei dati: solo comprendendo a fondo i mercati possiamo affrontarli con idee chiare. In questo momento è inoltre fondamentale il sostegno di finanziamenti pubblici per promuovere il vino nel mondo. Come è stato osservato, stiamo raggiungendo circa 2,5 miliardi di abitanti del pianeta, ma il potenziale di crescita è ancora enorme.
La Valpolicella è ormai un brand internazionale che va oltre il vino. Quanto è centrale questo aspetto nella vostra mission?
Assolutamente centrale. Portiamo nel mondo non solo il vino, ma anche la cultura e la tradizione enologica di un territorio con una storia immensa come quella della Valpolicella. Tutelare e valorizzare questo patrimonio è parte integrante della nostra missione come Consorzio.
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