Voci veronesi dal Vinitaly, Masi Agricola: investimenti strategici e visione internazionale
di RedazioneNel contesto della 58ª edizione di Vinitaly, Masi Agricola si conferma protagonista con una visione imprenditoriale orientata al futuro. Investimenti strategici, presenza internazionale e valorizzazione del territorio rappresentano i pilastri dell’azione aziendale. Il presidente Raffaele Boscaini racconta un’edizione positiva della fiera e approfondisce le scelte che stanno guidando l’azienda nell’affrontare le trasformazioni del settore vitivinicolo, dal cambiamento climatico all’evoluzione dei consumi.
Dottor Boscaini, siamo arrivati alla fine di questa cinquantottesima edizione di Vinitaly: che bilancio fa Masi Agricola di questo grande appuntamento veronese?
Direi tutto sommato positivo per i nostri appuntamenti e per il nostro lavoro. Devo inoltre sottolineare l’ottima organizzazione della fiera: abbiamo trovato giornate decisamente professionali e ordinate, che ci hanno permesso di lavorare con serenità. Per questo motivo desidero fare un plauso a Veronafiere per la qualità dell’evento.
Avete recentemente comunicato i dati di bilancio e annunciato importanti investimenti, dalla nuova sede alla presenza all’aeroporto di Verona. Qual è il significato di queste scelte?
È fondamentale continuare a investire anche nei momenti di difficoltà, perché è necessario reagire e mantenere una traiettoria di sviluppo coerente. Gli investimenti citati sono entrambi orientati a essere più vicini al consumatore finale, permettendoci di comunicare direttamente il nostro messaggio di unicità e di legame con il territorio. La nostra pipeline distributiva è lunga e complessa e il rischio è che questo messaggio si disperda; per questo iniziative come un corner dedicato o una struttura per l’enoturismo rappresentano la strada giusta.
Il settore vitivinicolo sta affrontando cambiamenti epocali, dal contesto internazionale all’evoluzione dei consumi e al cambiamento climatico. Come state affrontando queste sfide?
Si tratta di trasformazioni davvero epocali, alle quali si aggiungono anche le bizze del meteo e gli effetti del cambiamento climatico. La nostra risposta è basata su un approccio sistematico: è fondamentale non perdere il controllo e non reagire in modo emotivo, ma analizzare con lucidità la situazione e adattarsi. Ciò significa diversificare i mercati, evitando di concentrarsi solo su quelli tradizionali, e allo stesso tempo venire incontro alle nuove esigenze dei consumatori con prodotti più adatti ai nuovi stili di consumo.
Lo sguardo è internazionale ma anche fortemente radicato nel territorio, come dimostra l’investimento all’aeroporto Valerio Catullo. Qual è il valore strategico di questa iniziativa?
Crediamo fortemente nelle infrastrutture del territorio. L’aeroporto di Verona è non solo necessario, ma deve funzionare al meglio per la sua centralità geografica e per l’importanza dei flussi turistici e commerciali. Il nostro investimento vuole essere anche un segnale di fiducia e, se possibile, di ispirazione per altre imprese, coerentemente con il nostro ruolo di azienda e di attore del territorio.
Un ultimo cenno alla nuova sede, definita come una “casa del vino” e punto di aggregazione per il territorio. Qual è la visione che sta alla base di questo progetto?
Abbiamo immaginato la nuova sede come un vero e proprio “gate entry” per l’intera Valpolicella. Si tratta di un territorio meraviglioso, conosciuto in tutto il mondo grazie ai suoi vini, al marmo e alle sue bellezze paesaggistiche, ma non sempre adeguatamente rappresentato per chi lo visita. Vogliamo quindi creare un punto di incontro e di riferimento che valorizzi tutte le eccellenze locali e faciliti l’accoglienza dei visitatori.
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