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Paolo Fiorini, Presidente Garda DOC
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Voci veronesi dal Vinitaly, Garda DOC, pionieri del low alcohol: innovazione e visione per il futuro del vino

di Redazione
Il presidente Paolo Fiorini presenta a Vinitaly 2026 una novità assoluta: il Garda DOC è il primo consorzio in Italia ad aver introdotto nel disciplinare un vino a basso contenuto alcolico, rispondendo alle nuove esigenze dei consumatori.

Tra le principali novità emerse alla 58ª edizione di Vinitaly, il Consorzio Garda DOC si distingue per una scelta innovativa e lungimirante: l’introduzione nel disciplinare di una tipologia di vino low alcohol. Una decisione che riflette l’attenzione verso i nuovi trend di consumo, le esigenze salutistiche e la volontà di offrire prodotti capaci di intercettare un pubblico sempre più ampio. Il presidente Paolo Fiorini racconta le motivazioni e le prospettive di questa importante innovazione.

Presidente, grande novità a questo Vinitaly per il Garda DOC: siete il primo consorzio ad aver inserito nel disciplinare la gradazione a basso tasso alcolico. In cosa consiste questa innovazione?

Siamo il primo consorzio in Italia che è riuscito a inserire questa tipologia e devo ringraziare anche il Ministero che ha compreso le nostre richieste. A partire dalla vendemmia 2025 sarà possibile produrre e commercializzare un vino con una gradazione alcolica di 9 gradi. Si tratta di un passo molto importante che apre nuove prospettive per il nostro territorio.

Perché questa novità è così significativa anche per i non addetti ai lavori? Era possibile farlo anche in precedenza?

Non tutti i consorzi hanno intrapreso questa strada. Il Consorzio Garda è un consorzio giovane e il suo compito è proprio quello di proporre alternative e prodotti nuovi, in linea con ciò che il consumatore richiede oggi. Non ci basiamo esclusivamente sulla tradizione, ma puntiamo a individuare nuove opportunità. La richiesta di vini a basso contenuto alcolico è in crescita, anche per motivazioni legate alla salute. Non è stato semplice ottenere questa modifica, perché a livello ministeriale si è dovuto superare una barriera che era rimasta invariata per molto tempo, ma la proposta è stata presentata in modo corretto e siamo molto soddisfatti del risultato.

Per il resto, quale bilancio tracciate al termine di questa cinquantottesima edizione di Vinitaly?

Il bilancio è positivo: il nostro stand ha registrato un’affluenza significativa, spinta anche dalla curiosità di degustare questa novità. L’innovazione attira sempre interesse, ma è fondamentale anche il riscontro pratico della degustazione. Devo dire che il prodotto è stato molto apprezzato e speriamo che il mercato ci dia ragione.

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