Sfera colorata con strisce su sfondo bianco
Un tocco di colore in uno spazio minimalista. Una piccola sfera arcobaleno cattura lo sguardo.
Umberto Pasqua, Presidente Cantine Pasqua
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Voci veronesi dal Vinitaly, Pasqua Wines: visione globale e impegno culturale per il futuro del vino

di Redazione
A Vinitaly 2026 il presidente Umberto Pasqua traccia un bilancio positivo della manifestazione, puntando su nuovi mercati internazionali e rafforzando il legame tra vino, arte e territorio.

Nel corso della 58ª edizione di Vinitaly, Pasqua Vigneti e Cantine si distingue per una strategia orientata all’internazionalizzazione, all’innovazione di prodotto e al mecenatismo culturale. Il presidente Umberto Pasqua racconta un’edizione ricca di contatti commerciali e opportunità, sottolineando l’importanza di cogliere le sfide del mercato globale e di rafforzare il legame tra vino e arte come elemento distintivo dell’identità aziendale.

Presidente, siamo giunti al termine di questa cinquantottesima edizione di Vinitaly: che bilancio fa Pasqua Vigneti e Cantine?

Direi che il bilancio è buono, perché sono venuti molti importatori anche dal Canada e dagli Stati Uniti, oltre che da altre zone da cui non ci aspettavamo una presenza così significativa, considerando la situazione internazionale un po’ complicata. Siamo molto soddisfatti: il nostro stand è stato sempre strapieno, abbiamo avuto numerosi contatti e presentato nuovi prodotti, elementi che ci fanno guardare al futuro con fiducia.

Dal punto di vista della strategia e del prodotto, come state affrontando questo periodo complesso, soprattutto guardando all’export che rappresenta uno dei vostri principali punti di forza?

Nei momenti difficili si intravedono spesso delle opportunità. Per questo cerchiamo di coglierle, rafforzando la nostra presenza commerciale e puntando su Paesi in cui finora eravamo meno presenti. Oggi si parla, ad esempio, di Nigeria, dei Paesi del Mercosur e dell’India come nuovi mercati su cui investire e sviluppare la distribuzione.

Lo sguardo è internazionale, ma anche fortemente radicato nel territorio. L’estate veronese sarà brandizzata Pasqua, con il Teatro Romano già vestito con uno dei vostri marchi: come nasce questa scelta?

Da molti anni siamo impegnati nel mecenatismo culturale. Sponsorizziamo iniziative come il progetto “67 Colonne per l’Arena di Verona”, la Saatchi Gallery di Londra e abbiamo sostenuto anche giovani talenti, come una ballerina a cui abbiamo offerto una borsa di studio per frequentare una prestigiosa scuola a New York. Crediamo che la nascita di un grande vino e quella di una grande opera d’arte abbiano molto in comune; questo approccio rafforza la nostra immagine e rappresenta un investimento importante per il futuro.

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