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Vinitaly 2026, le BCC venete rilanciano il credito di prossimità: «No alla desertificazione bancaria»

di Matteo Scolari
Alla fiera veronese del vino la Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo rafforza il proprio impegno nei territori e nell’agribusiness. Tra sostegno alle imprese, innovazione e transizione energetica, il modello cooperativo si propone come alternativa concreta alla ritirata del sistema bancario tradizionale.

Al prossimo Vinitaly, la Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo (BCC) rilancerà con forza il proprio ruolo a supporto dell’economia reale, ponendo al centro il tema della presenza territoriale e del sostegno all’agribusiness.

Con uno spazio dedicato nel Padiglione 5 Veneto e la partecipazione di nove BCC associate, il sistema cooperativo del credito si presenta come un punto di riferimento stabile in un contesto in cui molte banche stanno progressivamente riducendo la loro presenza fisica sul territorio. Un segnale particolarmente rilevante per un’area come quella veronese e veneta, dove il tessuto produttivo è fortemente legato alle piccole e medie imprese e al settore agroalimentare.

Il messaggio è chiaro e arriva direttamente dal presidente della Federazione, Flavio Piva: «La desertificazione degli sportelli bancari nel territorio non riguarda noi – afferma –. Le nostre banche hanno continuato a investire, aprendo nuovi sportelli e rimanendo spesso l’unico presidio bancario per comunità e piccole imprese. Non abbiamo abbandonato i territori, ma abbiamo accompagnato il cambiamento, investendo nella digitalizzazione e rafforzando la qualità della relazione con clienti e imprese».

Flavio Piva, presidente di BCC Veneta e della Federazione Veneta delle BCC .

Un approccio che si traduce in una presenza concreta accanto alle filiere produttive, in particolare quella vitivinicola, protagonista assoluta della manifestazione veronese. Il sistema BCC Iccrea si conferma infatti tra i principali attori dell’agribusiness italiano, con circa 7,4 miliardi di euro di impieghi e una quota di mercato superiore al 20%, in costante crescita. Un dato che evidenzia il peso strategico del credito cooperativo in un comparto chiave per l’economia del Veneto e dell’intero Paese.

L’offerta delle BCC copre l’intero ciclo produttivo agricolo, dal credito di conduzione ai finanziamenti di medio-lungo termine, fino a strumenti specifici come cambiali agrarie, mutui e linee dedicate agli investimenti strutturali. Un supporto che non si limita all’erogazione di credito, ma include anche servizi di consulenza e strumenti di garanzia, fondamentali in una fase di mercato caratterizzata da crescente complessità.

Come sottolinea ancora Piva: «Supportiamo le aziende agricole lungo tutto il loro percorso di sviluppo, mettendo a disposizione non solo credito, ma anche garanzie e consulenza specialistica, fondamentali per affrontare mercati sempre più complessi. Un impegno che si rafforza anche attraverso il sostegno ai contratti di filiera e alle opportunità del PNRR, con il coinvolgimento di migliaia di imprese e progetti per miliardi di euro, accompagnando concretamente i processi di crescita, innovazione e aggregazione del comparto agroalimentare».

Non meno rilevante è il fronte della sostenibilità, sempre più centrale anche per il settore vitivinicolo. Le BCC venete stanno infatti sostenendo investimenti in tecnologie innovative, efficientamento energetico e utilizzo di fonti rinnovabili, contribuendo a rafforzare la competitività e la resilienza delle imprese agricole del territorio.

La presenza a Vinitaly si arricchisce inoltre di contenuti culturali e di confronto grazie a “Sorsi di cultura cooperativa”, la rubrica curata da Galileus, network della Federazione, che anima lo stand con incontri, seminari e momenti di dialogo tra esperti e imprenditori.

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