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PMI, stop ai “furbetti” dell’artigianato: da oggi multe fino al 1% del fatturato

di Matteo Scolari
Con l’entrata in vigore della Legge PMI scatta la stretta sull’uso improprio delle denominazioni “artigianato” e “artigianale”. Confartigianato Verona: «Risultato atteso da anni, tutela imprese e consumatori».

Dal 7 aprile 2026 cambia radicalmente il quadro normativo per l’utilizzo delle denominazioni legate all’artigianato. Con l’entrata in vigore odierna della Legge annuale sulle PMI, arriva infatti una stretta attesa da anni: sarà vietato utilizzare i termini “artigianato” e “artigianale” senza essere iscritti all’Albo delle imprese artigiane, con sanzioni che potranno arrivare fino all’1% del fatturato e con una base minima di 25.000 euro .

Una novità che segna, come sottolinea Confartigianato Imprese Verona, un punto di svolta per il mercato e per la tutela delle imprese autentiche. «Entrerà infatti in vigore il 7 aprile 2026 la Legge annuale PMI – spiega il presidente Devis Zenari – con la quale si introduce una stretta attesa da anni, che si spera sia decisiva, sull’uso delle denominazioni ‘artigianato’ e ‘artigianale’. L’utilizzo sarà dunque riservato esclusivamente alle imprese artigiane iscritte all’apposito Albo della Camera di Commercio, con sanzioni fino all’1% del fatturato, da un minimo di 25 mila euro, per chi usa il termine in modo improprio».

Il presidente Devis Zenari assieme alla segretaria generale Giorgia Speri.

La norma colma una lacuna storica che ha generato ambiguità e concorrenza sleale per decenni. Da oggi il principio è chiaro: solo le imprese che possiedono i requisiti di legge potranno utilizzare riferimenti all’artigianato, rafforzando così la trasparenza del mercato e la fiducia dei consumatori.

«Auspichiamo che ciò contribuisca a porre un freno alla concorrenza sleale, facendo vincere l’autentica eccellenza dell’artigianato made in Italy – continua Zenari –. Questa norma riconosce finalmente il valore autentico dei prodotti artigiani e tutela i consumatori che dal 7 aprile avranno la certezza legale che ciò che acquistano come ‘artigiano’ sia effettivamente frutto del lavoro, dell’ingegno e della passione dei nostri imprenditori» .

L’impatto della misura è particolarmente rilevante per territori come Verona e il Veneto, dove l’artigianato rappresenta una componente centrale del sistema produttivo. Solo nel comparto alimentare si contano oltre 1.100 imprese artigiane veronesi con più di 5.000 addetti, mentre nel settore moda operano circa 750 aziende per un totale di 2.700 occupati .

A livello regionale, l’artigianato mostra segnali di tenuta e crescita: nel 2025 il Veneto ha registrato un saldo positivo e Verona si distingue con un incremento di 77 imprese artigiane, confermando la vitalità del comparto nonostante un contesto complesso .

La stretta arriva anche in risposta a un fenomeno economico di grandi dimensioni. Nel solo settore agroalimentare, il falso Made in Italy genera un giro d’affari stimato tra 63 e 120 miliardi di euro annui, con effetti distorsivi sulla concorrenza e sulla percezione dei prodotti italiani .

Con il nuovo regime sanzionatorio, particolarmente severo, il legislatore punta a rendere effettiva la norma e a scoraggiare ogni abuso. Si chiude così, almeno nelle intenzioni, l’era dei cosiddetti “furbetti dell’artigianato”, aprendo una nuova fase fondata su regole chiare, tutela delle imprese corrette e valorizzazione del Made in Italy autentico.

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