PMI, entra in vigore la nuova legge: più credito, incentivi e regole su recensioni online
di Matteo ScolariEntra in vigore oggi, martedì 7 aprile 2026, la Legge annuale sulle piccole e medie imprese (Legge n. 34/2026), un provvedimento che introduce un ampio pacchetto di misure a sostegno del tessuto produttivo italiano, con effetti rilevanti anche per il sistema economico di Verona e del Veneto, caratterizzato da una forte presenza di PMI e imprese artigiane.
Il testo – analizzato anche dalla CGIA di Mestre – interviene su più fronti, dall’accesso al credito all’innovazione, dal lavoro alle aggregazioni tra imprese, includendo anche strumenti per il contrasto alle false recensioni online e misure per favorire il ricambio generazionale.
Innalzamento limiti dimensionali delle imprese artigiane
Entro 9 mesi dall’entrata in vigore, la Legge sulle PMI delega il Governo a definire i nuovi limiti dimensionali delle imprese artigiane che, secondo Confartigianato, dovrebbero innalzarsi sino a 50 dipendenti. E’ invece operativo dal 7 aprile il divieto di utilizzo improprio o ingannevole del termine “artigiano”. Sono invece 12 i mesi a disposizione per attuare altre tre deleghe. Con la prima sarà regolata la nascita delle centrali consortili, che avranno funzioni di indirizzo e coordinamento delle aggregazioni di micro Pmi già riunite in consorzi di filiera. Le altre due deleghe si riferiscono, rispettivamente, alla creazione di un testo unico per le start up e le PMI innovative e alla nuova definizione dei compiti e delle attività dei Confidi.

Contrasto alle false recensioni online
Tra le novità più rilevanti per i settori del turismo e della ristorazione ci sono le misure contro la diffusione di recensioni non autentiche. La legge stabilisce che le recensioni siano considerate valide solo se pubblicate entro 30 giorni dall’effettivo utilizzo del prodotto o del servizio. È inoltre prevista una presunzione di autenticità qualora la recensione sia accompagnata da documentazione fiscale, mentre viene espressamente vietata qualsiasi forma di acquisto, vendita o cessione di recensioni. Si tratta di un intervento destinato a incidere in modo significativo sulla trasparenza del mercato digitale e sulla tutela delle imprese corrette.
Misure finanziarie per il settore moda
La legge prevede stanziamenti fino a 100 milioni di euro per il finanziamento dei cosiddetti mini contratti di sviluppo, con l’obiettivo di sostenere la transizione del settore moda verso modelli produttivi più sostenibili e favorire programmi di aggregazione tra PMI.
La misura punta a rafforzare un comparto strategico del Made in Italy, accompagnando le imprese nei processi di innovazione, competitività e riorganizzazione.

Ricambio generazionale nelle PMI
Per il biennio 2026-2027 viene introdotta una sperimentazione dedicata al ricambio generazionale nelle piccole e medie imprese con meno di 50 dipendenti. Le aziende potranno assumere lavoratori under 35 con contratto a tempo indeterminato in sostituzione di personale prossimo al pensionamento, beneficiando di un esonero contributivo fino a 3.000 euro. La misura è collegata anche alla possibilità di ricorrere al part-time incentivato per i lavoratori in uscita, con l’obiettivo di favorire il passaggio generazionale e preservare continuità e competenze.
Tutela dei marchi storici e sostegno alle filiere
La legge interviene anche sulla tutela delle filiere produttive e dei marchi storici. In particolare, il Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali viene esteso alle operazioni di acquisizione di imprese della filiera in difficoltà da parte di aziende titolari di marchi storici. L’obiettivo è rafforzare la continuità produttiva, sostenere l’occupazione e preservare il valore strategico delle filiere italiane.
Incentivi per i centri urbani di medie dimensioni
Viene ampliata la platea dei comuni interessati dalla misura fiscale che prevede un’imposizione IRPEF al 7% per i pensionati che trasferiscono la propria residenza in determinati territori. La soglia viene infatti estesa ai centri fino a 30.000 abitanti. L’intervento punta ad aumentare l’attrattività di questi comuni e a generare ricadute positive sull’economia locale, anche in termini di consumi e presidio commerciale.
Reti d’impresa: detassazione degli utili reinvestiti
Tra le misure di maggiore interesse figura l’introduzione di un regime di detassazione degli utili reinvestiti nelle reti d’impresa. A decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2026 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2028, una quota degli utili destinati al fondo patrimoniale comune o al patrimonio destinato all’affare, nell’ambito di un contratto di rete, non concorre alla formazione del reddito d’impresa. Il beneficio è riconosciuto entro il limite massimo di 1 milione di euro annui per impresa, nel rispetto delle condizioni previste dalla norma. La misura è pensata per incentivare gli investimenti condivisi e rafforzare i percorsi di collaborazione tra imprese, soprattutto di piccole dimensioni.

Centrali consortili e aggregazioni tra imprese
La legge introduce anche le centrali consortili, enti mutualistici vigilati dal Ministero con funzioni di coordinamento e supporto alle aggregazioni tra micro e piccole imprese già organizzate in consorzi di filiera. Viene inoltre favorita la creazione e il rafforzamento di consorzi e reti anche tra imprese appartenenti a settori differenti, nella prospettiva di promuovere economie di scala, collaborazione e maggiore capacità competitiva.
Commercio e distribuzione alimentare: nuova definizione HORECA
Per rientrare nella categoria degli operatori HORECA, la legge stabilisce che almeno il 70% dei ricavi debba derivare dalla distribuzione alimentare verso operatori del settore. Si tratta di una precisazione rilevante per la qualificazione delle attività e per l’applicazione delle norme di settore.
Semplificazioni, sicurezza sul lavoro e lavoro agile
Il provvedimento interviene anche in materia di semplificazioni e sicurezza sul lavoro. Tra le principali misure figurano l’introduzione di modelli semplificati per le PMI in materia di sicurezza sul lavoro, la possibilità di svolgere la formazione obbligatoria anche durante periodi di CIG con supporto INAIL e l’obbligo, per il datore di lavoro, di fornire un’informativa sui rischi connessi al lavoro agile (smart working), con previsione di sanzioni – 7500 euro – in caso di mancata comunicazione. Sono inoltre previste verifiche periodiche triennali per piattaforme mobili elevabili e mezzi fuoristrada, oltre all’estensione dell’esonero dall’assicurazione obbligatoria RCA per veicoli utilizzati esclusivamente in aree non accessibili al pubblico, come porti, aeroporti e aree ferroviarie.
Innovazione e digitalizzazione
La legge prevede una delega al Governo, da attuare entro 12 mesi, per il riordino della disciplina delle start-up e delle PMI innovative. L’obiettivo è semplificare gli adempimenti, coordinare la normativa esistente e favorire una maggiore integrazione tra imprese e sistema della ricerca. Si tratta di un passaggio importante per rafforzare il ruolo dell’innovazione come leva di sviluppo per il tessuto produttivo.
Previdenza e welfare aziendale
Sul fronte del welfare aziendale e della previdenza, viene introdotto un meccanismo di part-time incentivato per i lavoratori prossimi alla pensione negli anni 2026 e 2027, accompagnato da esonero contributivo e integrazione del reddito. La misura è subordinata all’assunzione di giovani under 34, con l’obiettivo di favorire il ricambio generazionale. Il numero massimo previsto è di 1.000 lavoratori coinvolti.
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